In love in Vain (Kern)
quoyle Febbraio 12th, 2006
Questo e’ stato uno degli standards di cui ho parlato proprio all’inizio di questo blog, uno standard che amo, uno di quelli che inspiegabilmente non sono molto suonati. Ne conosco poche versioni in particolare Alan Broadbent, Keith Jarrett, Doris Day, Sarah Vaughan e naturalmente Bill Evans e comunque decisamente trascurato nelle ultime produzioni. Io lo trovo magnifico, se Never Let me go per alcuni versi rappresenta la perfezione come qualcuno scrisse in uno dei commenti, In Love in Vain ha dentro di se uno swing che difficilmente si trova in altri brani. Lo abbiamo registrato per il nostro demo e questa on line e’ una versione ancora non definitiva nel mixaggio. Versione arrivata quasi inaspettata, alla fine di un sabato di registrazione dove le maledette cuffie inibivano ed imbrigliavano la creativita’, amplificavano impietosamente le imperfezioni, rendendo davvero complicato essere dinamici e saper interagire come sappiamo.

Music by: Jerome Kern (J. David K.)
It’s only human for anyone to want to be in love,
But who wants to be in love in vain?
At night you hang around the house and eat your heart out,
And cry your eyes out
And wrack your brain.
You sit and wonder why anyone as wonderful as he
Should cause you such misery and pain.
I thought that I would be in heaven,
But I’m only up a tree,
‘Cause it’s just my luck to be in love in vain.
You sit and wonder why anyone as wonderful as he
Should cause you such misery and pain.
I thought that I’d have easy sailing
But instead, I’m all at sea,
‘Cause its just my luck to be in love in vain.
(On AIr IN lOve IN Vain)
Un anno fa :Scene da un matrimonio (Cronache di poveri comunisti)
quoyle Febbraio 10th, 2006
"Veniamo da lontano, andiamo lontano" (Palmiro Togliatti)
Ormai dovreste ben conoscere il famoso effetto di dilatazione temporale del popolo sudamericano, adesso e’ stato finalmente sperimentato anche un’effetto di alterazione spaziale.Appuntamento ore 17.00 a casa mia per raggiungere la localita’ Quattro strade, circolo Arci Risorgimento. Naturalmente per il tunnel temporale, Felipe ed il bassista si materializzano sotto la mia abitazione alle 18.45 quando dovevamo essere pronti per suonare alle 18.30. Io non so dove si trovi esattamente Quattro Strade, allora il bassista (venezuelano) con fare sicuro di se, dice di sapere con precisione, come se avesse sempre abitato in quel posto, dove si trovi la frazione in cui sorge questo felliniano circolo arci risorgimento. Si parte, arrivati a Cascina il bassista esce dalla superstrada, anche se l’unica cosa che ricordo e’ che Quattro strade dovrebbe essere una frazione di SantaMaria a Monte, lo avviso gentilmente che secondo me sta sbagliando, ma lui afferma con certezza assoluta che sa cosa sta facendo, la Tosco Romagnola e’ piena di traffico, conosce un tunnel spazio-temporale che ci materializzera’ davanti al circolo. Mi fido, arriviamo quindi in questa amena localita’ Quattro Strade (Fraz. Di Lari), io ricordavo fosse frazione di Bientina, boh sbagliero’, chiediamo ad un indigeno del circolo Arci Risorgimento, ma ci informa che non esiste alcun circolo con quel nome in quel gruppetto di abitazioni…., allora mi illumino e scopriamo che esiste un’altra frazione Quattro Strade, dalla parte esattamente opposta a dove ci troviamo noi, distanza stimata 30 minuti…., siamo irrimediabilmente in ritardo, il bassista con consapevolezza rinnovata afferma di sapere dove si trovi l’altra frazione, mi fido di meno, ma sono talmente stanco che decido di lasciare a lui il compito di traghettarci verso questo strano matrimonio. Inizia un tour che assomiglia ad un minuetto nella provincia Pisana, Castelfranco, Santa Maria a Monte, Bientina, Montecalvoli, Uliveto Terme, sono solo alcune delle tappe toccate dal nostro pellegrinaggio. Alla fine quando ormai disperavo e mi rendevo conto del moto assolutamente anisotropo che ci guidava per approssimazioni successive verso Quattro Strade, arriviamo magicamente in questo simpatico paese, un bar e 4 abitazioni (ed un negozio di moda….). Al bar chiedo cortesemente dove si trovi il circolo Risorgimento, scopro con piacere che dentro il bar c’e’ un parente di Katiuscia (la sposa) che cerca disperatamente il circolo. Il tipo del bar ci chiede cosa ci sia a questo circolo che e’ dalla mattina che lo cercano, lo informo che andiamo tutti contenti ad un matrimonio e lui esclama :
“Boh al circolo arci??” con malcelato disgusto.
Comunque decide di sacrificarsi ed indicarci il circolo, capisco solo “rotonda e bosco, sinistra”, chiedo ancora questa volta capisco solo sinistra….. decido che abbiamo capito e ripartiamo con un corteo di parenti che ci seguono, arriviamo alla rotonda e sbagliamo di nuovo perche’ non trovo il bosco, ma solo sinistra, ritorno indietro e decido di prendere una per una le strade che originano dalla rotonda, alla terza, vedo quello che l’indigeno aveva definito “bosco’ (6 alberi malandati) ed a sinistra con un insegna sgarruppata Circolo Arci Ricreativo Risorgimento. Siamo arrivati tempo galattico 20.45, 2 ore nette per fare 20 KM un record. Montiamo a tempo di record gli strumenti, il matrimonio e’ nella sala da ballo dell’ameno circolo, naturalmente tutte le forze dell’universo remano contro di noi, attacco il mixer all’impianto della sala e nessun suono udibile da orecchio umano viene emesso dai giganti alle pareti. Si materializza un vecchino dall’eta’ imprecisata, un classico con un bastone e faccia schifata. Mi guarda e bofonchia qualcosa che non riusciamo a decifrare…. Sorrido cortese, ma lui mi guarda torvo e sbatte il bastone sul palco. Non capisco, allora ci manda a quel paese e si avvia dietro il palco….. magicamente il suono esce dall’impianto, andava acceso, torna e ci guarda con pieta’. Giusto il tempo di un bicchierino di vino ed un po di cibarie dal buffett matrimoniale, mi guardo introno e vedo la popolazione che abita la ‘balera’, non ci sono dubbi sull’andamento della serata. Iniziamo perche’ lo sposo vuole un sottofondo.
C:> Modalita’ sottofondo on
Si parte con un po di quel repertorio tanto da commedia italiana del grande boom, la cassa spia gracchia, il suono che viene fuori non ci e’ dato di sentirlo, i compagni si abbuffano con gesti plateali intorno al tavolo. Ogni tanto una compagna cameriera ci porta da bere e noi continuiamo amichevolmente nella nostra modalita’ sottofondo.Dopo un ora lo sposo decide di riprogrammarci.
C:> Modalita’ Diamogli una svegliata
Felipe risponde, se smetti di darli da mangiare e gli dai solo da bere vedrai che se la danno una svegliata….
Syntax Error, il tipo ride ma non ha capito niente, cmq decido io di iniziare il piano inclinato famoso della cazzata partendo da Guantanamera. Sempre nelle feste, nei gruppi di persone si imbosca un provetto maestro ballerino ormai ho studiato anche questo effetto. Il simpatico maestro si mette al comando della schiera di compagni ed inizia il famoso ballo di gruppo (Un due’ tre batti le mani…) un misto di Alligalli , Foxtrot e Mazurca. Noi continuiamo a pestare, avendo capito che hanno un autonomia molto limitata. Si avvicina una femme fatale a Felipe, dicendo che lei e’ una ballerina di liscio e noi dobbiamo fare liscio, arriva un’altra tipa che ci chiede una ‘vasada’… noi ci guardiamo e non sappiamo che dire ma cosa sara’ mai una vasada? Un ballo partenopeo propiziatorio da suonare durante i matrimoni? Poi capiamo che intendeva quella sgradevole variazione del cha cha cha commerciale chiamato bachata… , arriva una venezuelana, una brasiliana ed un argentino….che iniziano a fare battute con felipe che smette di suonare e si imposta in modalita’ splendido on. Dopo 10 minuti sono tutti a bere con lo sposo, io tento di continuare a suonare qualcosa con il bassista che con la sua solita accordatura creativa, suona delle cose incredibili, armonici degni del miglior Jaco Pastorius, sostituzioni degne del miglior Mingus, finiamo questa meraviglia e sono appena le 23.30 sono gia’ quasi tutti andati via, rimaniamo a parlare male di Berlusconi, Frattini, Fini, Chavez, Bush, scopriamo che lo sposo ha un’osteria dove ci invita presto a mangiare il tartufo, decidiamo che siamo tutti affratellati sotto la stella dell’internazionale comunista. E ci salutiamo con enfasi. Io ricordo allo sposo che siamo tutti fratelli dell’internazionale, ma lui non ci ha pagati…. Lui si batte la testa, scusandosi e mi chiama in disparte prende il portafogli e dice la frase :
“Non mi fate un regalino di matrimonio?”
Uff, ma come non mi fate un regalino, dai si era detto, dai non mi mettere in difficolta’ tra compagni, su…. Ed allora lui con lo sguardo del capretto che viene sacrificato mi consegna la cifra pattuita, facendomi sentire un perfetto stronzo. Ci salutiamo continuando a dichiararci affetto imperituro, felipe sta circuendo la novella sposa, riusciamo a tirarlo via. La serata si conclude a casa di un amico del bassista, che non si capisce cosa faccia nella vita, ma che ogni volta troviamo in casa con un sigaro, una vestaglia ed un bicchiere di un qualche costosissimo liquore davanti al caminetto con aria da padrino. Scene da un matrimonio.
(On Air PAblo MIlaNEs VErDaD AMaRga)
Un anno fa : My Funny Valentine



