Musica per boscaioli PT2 (But green is the color..)
quoyle Gennaio 30th, 2006

Esiste un seguito alla vicenda della serata danzante per boscaioli. Siamo diventati molto simpatici ad un paio di capo boscaioli capitalisti, che organizzano periodicamente delle serate di musica e cibarie. Sabato, nel cuore della garfagnana si e’ svolto uno di questi simpatici eventi, location un simpatico ristorante affittato in parte per l’evento. Questa volta il target e’ diverso, benpensanti e danarosi professionisti della lucca bene. Premessa della serata del nostro improvvisato imprenditore
Ragazzi ecco ehm, magari stasera non suonate comandante che che dite?
Come si sa quando si proibisce ai bambini di fare una cosa, di solito si fa aumentare la voglia di farla, mi viene voglia di suonare Bella ciao seguita dal Pueblo Unido, e poi le Chants de Partisans, e poi Addio Lugano Bella e tutte le canzoni di lotta e protesta che conosco, ma so che non esiste speranza Felipe e’ troppo tappetino per fare una roba del genere, mi rassegno all’ambiente capitalistico destrorso e mi concentro sul cibo (almeno quello con il vino in queste occasioni e’ sempre ottimo). Si inizia con tre quattro pezzi lenti, mi rendo conto che sara’ uno spreco, sono in forma, il suono non e’ male, e sono abbastanza tranquillo musicalmente parlando, questi tre pezzi scorrono via tranquilli con qualche ululato di damerino impomatato con il grugno immerso nel piatto.
Torniamo al nostro tavolo, e si avvicina una coppia inquietante, lei e lui. Lei completamente ubriaca, minigonnata occhio spiritato, inizia
"Bravi, cioe’ bravi, ma suonate davvero?"
Io mi tengo, immergo lo sguardo nel piatto e lascio al bassista e felipe il compito (per loro non ingrato) di connettersi con l’aliena, mentre l’alieno inizia a chiedere a me ed al sassofonista
"Fate musica italiana, gigi d’alessio, gigi d’alessio"
Sorridiamo con un qualcosa che somiglia ad un ghigno ma come cazzo si fa a chidere ad un gruppo con il cantante negro sudamericano che parla uno slang ispano-viareggino di cantare gigi d’alessio…..promette malissimo.
Iniziamo la seconda parte mentre un boscaiolo ripulito ci incita daiiiiiii daiiiiiiiiiii facciamoli ballare siiiiiiiiiii
So che questo incitamento avra’ effetti devastanti sulla psiche disturbata di felipe, che sente il richiamo della foresta, si sente in dovere di far ballare la gente a qualsiasi costo. E’ il solito inizio onirico verso il piano inclinato della cazzata. SI parte, yeah volumi a palla, velocita 260 di metronomo, per montuno scatenati senza senso e la gente inizia a dimenarsi ovunque sul palco, ogni tanto mi sento una mano sulla testa, non vedo piu’ gli altri musicisti, immersi da tette, culi, bicchieri, una tipa sale sull’amplificatore del basso ed inizia a dimenare il bacino come l’invasata di Capossela che se la mena e se la squassa, il bassista non ha piu’ bava disponibile e le sue gia’ limitate capacita’ musicali scendono sotto il range dei numeri naturali, diventando negative, riesce a suonare delle cose che non esistono, il basso e’ scordato di mezzo tono, ah che delizia. In mezzo a tanta virtu’, si agitano due bambine si due bimbe di una decina di anni, vestite come due veline, truccatissime ( scopriro’ dopo che la loro mammina era quella che con le bacchette percuoteva i timbales di felipe come un ossesso durante la nostra performance). Con il mio amico sassofonista deliberiamo che non possono essere due bambine quindi abbiamo tre alternative
1) Sono due nane di 25 anni ciascuna
2) Sono due ogm
3) Sono un ologramma o frutto della cattiva digestione del cinghiale
Ormai la situazione e’ fuori controllo, il pianobarista quasi centenario che ci fa da spalla, inizia a palpeggiare accanto a me, anzi propria sopra il mio pianoforte una tipa, un’altra mi scompiglia i capelli, non riesco piu’ a vedere il sassofonista, sento qualche barrito che rassomiglia al corno di Boromir durante la carica degli orchi, perdo il controllo ed inizio a percuotere tipo tamburo il pianoforte, nessuna reazione il ballo continua scatenato, cavi staccati, il pandeiro di felipe viene trapassato da una zampa di orca, che lo distrugge, allora mi alzo in piedi e non riesco a vedere felipe immerso nel casino, ha smesso di suonare eballa con una tipa, il bassista continua a suonare corde senza logica sul basso, il corno di boromir e’ sempre piu’ flebile. Devo far arrivare i rinforzi, allora inizio a suonare il pianoforte con il sedere, tanto cmq ormai non siamo piu’ in grado di capire cosa si stia suonando, credo si tratti di una versione Pulp di Guantanamera, nessuno si accorge del delirio, finiamo questo incubo, e lasciamo le danze al nostro simpatico pianobarista, che parte con "Noi siamo figli delle stelle" .
Penso che il peggio sia finito ed invece…., veniamo abbordati da quattro tipe , io e paolo odoriamo subito il pericolo e ci mettiamo in modalita’ vecchini del Muppet ON. Il bassista iniza a palpeggiare una tipa che dopo dieci minuti di palpeggiamento vedremo farsi palpeggiare da altro figuro, un’altra tipa invece inizia una conversazione con me e paolo, e ci illumina sul fatto nell’ordine che:
1) Non esiste l’orgasmo vaginale
2) Lei possiede un albergo una farmacia ed ha il conto in banca in rosso
3) E’ destrorsa
4) E’ favorevole alla legge appena emanata sull’equiparazione di droghe leggere e pesanti.
5) Noi uomini andiamo tutti a transessuali perche’ non riusciamo a trovare il punto G di una donna
Ed altre amenita’ di questo tipo, ci guardiamo con Paolo, lo sguardo significa vediamo in quanto tempo la facciamo scappare, ed iniziamo a parlare di socialismo reale, di stato sociale, di tolleranza, ma lei resiste, ed allora Paolo ha un idea geniale, le dice :
"L’amore e’ di sinistra"
Io inizio a ridere, lei si incazza come una biscia e dice che siamo pazzi, dopo aver blaterato qualcosa finalmente si allontana e si attaca ad un damerino con capello fluente, giacca cravatta, mascella levigata. Cazzo le dovevo dire che l’orgasmo vaginale era di sinistra perche’ non mi e’ venuto in mente…. Dopo questa esperienza, c’era una coppia molto carina che con la festa non ci azzeccava nulla, erano clienti del ristorante ed erano stati affascinati da cotanta umanita’. Si avvicinano ed iniziamo a parlare, finalmente qualche parola serena, tranquilla, avevano visto tutta la scena di noi due Muppet alle prese con la destrorsa imprenditrice, quindi parliamo, lei e’ di Foggia, lui di Firenze, si parla di cose semplici e tranquille di quel desiderio di vita che ci ha portato fuori dalla puglia, della musica, del desiderio di espressione, e questa cosa non la so spiegare ma si e’ creata una cupola protettiva, un qualcosa che alla fine forse complice il vino, non so ci ha fatto salutare con un abbraccio caloroso, bello, vero ed autentico al di la’ del mare delle cazzate viste, sentite e fatte nella serata. Non ricordo neanche il loro nome, un’incontro un punto nello spazio tempo.
La serata continua ormai sono le quattro, ci avviamo a smontare quando un’altra aliena si avvicina e dice "Ora tutti spaghettata a casa miaaaaa"
O cazzo, no la spaghettata no, allora dico che vado e mi rispondono "MA sieeeete una squadra daiiiiiii"
Ed io "No guarda sono un mercenario, considerato che ho appena preso i soldi, me ne vado, stasera sono solo un mercenario…"
La tipa mi guarda con occhi spiritati, (effettivamente ho volutamente esagerato), ma sono veramente stufo delle cazzate, considerato che la strada e’ piena di neve e dovro’ fare piu’ di un ora per tornare verso casa e voglio conservare quel po di sensazioni positive che mi sono state date dai due ragazzi di Firenze, da quell’umanita’ nascosta anche in quel posto assolutamente demente. Arrivo a casa alle 6 di mattina, distrutto con la certezza che la serata del 9 febbraio con felipe sara’ una delle ultime… e con la certezza che le storie raccontate dai blues brothers sono di vita vissuta.
(ON Air VAnESSA RUbin IT’s NOt Easy Beeing GReeN)
Un anno fa : Alfonsina y el Mar (Silent Mood)



