quoyle Novembre 17th, 2005
Mai un disco e’ stato piu’ adatto a descrivere una giornata, Shadows and Light, lo avevo dimenticato questo disco perso in un angolino, stamattina mi e’ caduto l’occhio in camera da letto su una custodia bianca… ero in partenza per Milano ore 7 lo apro e non c’e’ scritto nulla, allora lo prendo con me, lo ascoltero’ in macchina. Arrivo in ufficio, prendo la macchina aziendale e parto, inserisco il lettore e magia e’ il disco di Joni Mitchell Shadows and Light (e manco a farlo apposta ieri notte mi era venuta in mente quella canzone Both Sides Now di Joni Mitchell…) . Un disco storico, musicisti stellari, dal vivo Pat Metheny, Jaco Pastorius, Michael Brecker, Don Alias, Lyle Mays, non so come potessero convivere personalita’ cosi’ enormi sullo stesso palco, che fatica povera Joni per tenerli a bada, per canalizzare correttamente la loro creativita’, specie quella di un Pastorius in stato di grazia, nessuno ha mai piu’ suonato il basso come faceva lui, con quel cuore maledetto e pazzo, con quella follia umana e musicale.

La giornata era piena di ombre, le ombre di una notte quasi insonne, con pensieri sgraditi che venivano a bussare e non mi permettevano di prendere sonno, le ombre di una nebbia che mi accompagna fino a Parma, con il disco che va avanti, all’altezza di Parma, penso a Paolo, lo chiamo e lui mi dice :"Allora la telepatia esiste… stavo trascrivendo il tuo numero sulla rubrica", sorrido e parliamo un po degli ultimi sviluppi delle nostre vite, chiudo il telefono e continuo a pensare a quello che ci siamo detti, a che razza di persona strana e particolare sia quel ragazzo, e non so come le iperboli dei pensieri mi viene in mente che devo ritirare in aereoporto da almeno un mese degli spartiti che un bassista mi ha lasciato per una registrazione che dobbiamo fare e….. giuro neanche 10 secondi mi squilla il cellulare, e’ il bassista che mi da buone nuove, mi conferma due date che avevo dimenticato Sabato 26 Novembre e Sabato 17Dicembre in Trio in un posto meraviglioso c’e’ anche il pianoforte a coda… e sorrido di nuovo pensando alla telepatia, un po di luce, come la nebbia che si allontana verso Milano strano che la nebbia ci fosse a Pisa e non a Milano…, arrivo in ufficio puntuale per la riunione, una riunione difficile, di quelle che non sai che piega prendera’, ma la notizia dei concerti e la voce di Paolo mi hanno modificato non so come l’umore, la mancanza di sonno fa il resto divento iperattivo di solito quando mi manca il sonno.
La riunione scorre via tranquilla, in un atmosfera cordiale e collaborativa con buone idee e proposte che hanno un senso, una di quelle riunioni che ti rimettono anche in pace verso il lavoro che fai, scorre cosi’ bene che quando mi rendo conto che abbiamo finito sono le 5 di pomeriggio ed e’ tempo di rientrare. Mi rimetto in viaggio verso Pisa, ed arrivato all’altezza di Fornovo sulla Cisa, trovo una coda, passano i minuti, un ora, due ore, la situazione e’ critica, arriva la stradale che ci fa invertire la marcia e ci scorta al primo casello utile dove ci fa uscire, c’e stato un incidente molto grave sembra. Mi ritrovo alle 9 di sera in mezzo all’appennino ToscoEmiliano, in mezzo a paesi dai nomi strani che mi farebbero venire voglia di deviare ad ogni incrocio per vedere cosa ci sia dietro a quei cartelli, a quelle piccole luci in lontananza. Sbaglio strada, mi fermo in un bar di paese, e perdo la dimensione del viaggio di lavoro, mi dimentico perche’ sono in mezzo alle montagne ToscoEmiliane, mi sembra di essere che ne so in Strade Blu, a viaggiare come le anatre col collo dritto in avanti, ad imboccare sentieri dimenticati ascoltando i discorsi dei frequentatori dei bar, perdo il senso del tempo, il senso della fretta, del dover arrivare da qualche parte, prenderei la macchina e la lascerei andare dove vuole, seguendo le luci, gli odori, le ombre. Giro per un po fino al momento di decidere comunque di dover rientrare verso casa, purtroppo domani il post riunione richiede un minimo di concentrazione e presenza, ma le sensazioni sgradevoli di questi ultimi giorni che ieri mi avevano davvero sommerso, sono in parte mitigate, sento qualcosa, almeno qualcosa si muove, qualche luce in fondo alle valli dei miei pensieri, a quelle ombre interiori la vedo. L’ultima parte del viaggio, rimetto il disco che mi ha accompagnato, che ha deciso di viaggiare con me stamattina, Shadows and Light Joni Mitchell e quella meraviglia di musicisti quelli che suonano e quelli di cui si sente la presenza, goodbye pork pie hat….
Goodbye Pork Pie Hat
When Charlie speaks of Lester
You know someone great has gone
The sweetest swinging music man
Had a Porkie Pig hat on
A bright star
In a dark age
When the bandstands had a thousand ways
Of refusing a black man admission
Black musician
In those days they put him in an
Underdog position
Cellars and chitlins’
When Lester took him a wife
Arm and arm went black and white
And some saw red
And drove them from their hotel bed
Love is never easy
It’s short of the hope we have for happiness
Bright and sweet
Love is never easy street!
Now we are black and white
Embracing out in the lunatic New York night
It’s very unlikely we’ll be driven out of town
Or be hung in a tree
That’s unlikely!
Tonight these crowds
Are happy and loud
Children are up dancing in the streets
In the sticky middle of the night
Summer serenade
Of taxi horns and fun arcades
Where right or wrong
Under neon
Every feeling goes on!
For you and me
The sidewalk is a history book
And a circus
Dangerous clowns
Balancing dreadful and wonderful perceptions
They have been handed
Day by day
Generations on down
We came up from the subway
On the music midnight makes
To Charlie’s bass and Lester’s saxophone
In taxi horns and brakes
Now Charlie’s down in Mexico
With the healers
So the sidewalk leads us with music
To two little dancers
Dancing outside a black bar
There’s a sign up on the awning
It says "Pork Pie Hat Bar"
And there’s black babies dancing
Tonight
(On Air Joni MITchell Goodbye Pork pie Hat)
Un anno fa :
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