Memorie di Adriano

Mi perdo in questi giorni, mi trovo in un mondo diverso, in un mondo lontano da quello che raccontano gli artisti, lontano da quello che raccontano i libri che divoro, i dischi che ascolto. Nei periodi di crisi piu’ forte e di rigenerazione ho sempre letto moltissimo, cercato una visione del mondo nei libri e nell’ascolto della musica. Oggi e’ stata una giornata inabitabile, ad ascoltare una liturgia collettiva, a vedere rituali di potere. Stasera, stanco fisicamente e mentalmente mi sono rifugiato in una pizzeria vicino l’albergo, vicino a quella vita provvisoria che forniscono gli alberghi. Mi sono seduto in un angolo ed ho iniziato a leggere, dopo qualche pagina mi sono completamente estraneato dal mondo che c’era intorno, le parole calde, vicine di Memorie di Adriano mi hanno rapito e portato in un mondo piu’ abitabile e piu’ sopportabile.
“La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli attegiamenti maestosi e immoti delle statue mi hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri.
Ma questi mentono anche i piu’ sinceri. I meno abili, in mancanza di parole e frasi nelle quali racchiuderla, colgono, della vita, un’immagine povera e piatta; altri, come Lucano l’appesantiscono, l’ammantano di una dignita’ che non possiede. Altri ancora, al contrario, come Petronio, l’allegeriscono, ne fanno una palla vuota e saltellante, che e’ facile prendere e lanciare in un universo senza peso. I poeti ci trasportano in un mondo piu’ vasto, o piu’ bello, piu’ardente o piu’ dolce di quello che ci e’ dato; percio’ appunto diverso, e, in pratica, pressoche’ inabitabile.”
(M. Yourcenar Memorie di Adriano)















