Memorie di Adriano

febbraio 27, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Libri

Mi perdo in questi giorni, mi trovo in un mondo diverso, in un mondo lontano da quello che raccontano gli artisti, lontano da quello che raccontano i libri che divoro, i dischi che ascolto. Nei periodi di crisi piu’ forte e di rigenerazione ho sempre letto moltissimo, cercato una visione del mondo nei libri e nell’ascolto della musica. Oggi e’ stata una giornata inabitabile, ad ascoltare una liturgia collettiva, a vedere rituali di potere. Stasera, stanco fisicamente e mentalmente mi sono rifugiato in una pizzeria vicino l’albergo, vicino a quella vita provvisoria che forniscono gli alberghi. Mi sono seduto in un angolo ed ho iniziato a leggere, dopo qualche pagina mi sono completamente estraneato dal mondo che c’era intorno, le parole calde, vicine di Memorie di Adriano mi hanno rapito e portato in un mondo piu’ abitabile e piu’ sopportabile.

“La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli attegiamenti maestosi e immoti delle statue mi hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri.
Ma questi mentono anche i piu’ sinceri. I meno abili, in mancanza di parole e frasi nelle quali racchiuderla, colgono, della vita, un’immagine povera e piatta; altri, come Lucano l’appesantiscono, l’ammantano di una dignita’ che non possiede. Altri ancora, al contrario, come Petronio, l’allegeriscono, ne fanno una palla vuota e saltellante, che e’ facile prendere e lanciare in un universo senza peso. I poeti ci trasportano in un mondo piu’ vasto, o piu’ bello, piu’ardente o piu’ dolce di quello che ci e’ dato; percio’ appunto diverso, e, in pratica, pressoche’ inabitabile.”
(M. Yourcenar Memorie di Adriano)