Forse che si Forse che no

luglio 20, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Appunti jazz, Blog, Focuson, La musica di Keith Jarrett, Pianoforte

On Air: Keith Jarrett I fall in Love too easily Mantova 16 Luglio 2009

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Staffoli

giugno 10, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

On Air: Ray Barretto Summertime (Guajra)

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Metropolis

maggio 18, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Sabato sera e’ stata bella musica, la prima volta che suonavamo in trio, il contrabbasso di Persio, la batteria di Giampaolo ed il mio pianoforte.
Un esperimento, Persio vive a Pavia, ha trovato un concerto da amici a Livorno, la musica e’ stata magica, poco pubblico, pero’ in sintonia totale con la nostra musica e solo questo e’ importante. Persio mi ha saputo regalare una serata di liberta’, la sua liberta’ nell’approccio alla musica il suo approccio non critico verso la musica  mi hanno permesso per la prima volta da molti mesi di esprimermi come volevo, di non avere rimpianti nemmeno su una nota, anche nelle imprecisioni c’era la vita.

E’ stata una bella serata di bella musica e parole di impegno sociale che non ricordavo da tempo, parlare di temi politici e sociali, ritrovare persone che hanno una visione “etica” e’ stata una bella sorpresa, la musica che sarebbe venuta dopo la cena era una necessaria e naturalmente ovvia conseguenza.

RIngrazio le anime musicali ed umane di Persio e Giampaolo per quella gioia.

Fred Hersch So in Love Treviso 16-02-05

aprile 13, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Bootlegs, Pianoforte, Standards

Fred

E dall’ennesima rivisitazione della mia collezione viene fuori coperta da 4 anni questa meraviglia, registrata da me a Febbraio del 2005, un’altro tempo, un’altro spazio, la bellezza e’ intatta.

Strange dear, but true dear,
When I’m close to you, dear,
The stars fill the sky,
So in love with you am I.
Even without you,
My arms fold about you,
You know darling why,
So in love with you am I.
In love with the night mysterious,
The night when you first were there,
In love with my joy delirious,
When I knew that you could care,
So taunt me, and hurt me,
Deceive me, desert me,
I’m yours, till I die…..
So in love…. So in love….
So in love with you, my love… am I….
(Cole Porter)

On Air: Fred Hersch Treviso Febbraio 2005 So in Love

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Un nome un programma

novembre 29, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Fjodor, Live Music, My Music

Fjodor

Non credo potessi scegliere un nome diverso per questo esserino che la mattina mentre ancora assonnato mi avvio fuori pesantemente, mi guarda con l’ aria un po’ furfante di chi sa che la sua mattinata trascorrera’ in pigritudine sulla libreria…. creatura fortunata .

On Air: Quoyle What a wonderful world Live Teatro del Sale Nov 2007

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The days of wine and Roses

luglio 31, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Live Music

 

E’ sempre l’attegiamento che produce risultati, nella vita come nella musica, non e’ mai l’avvenimento il problema ma il modo in cui si riesce a vivere quello che accade.
Questa e’ la teoria, che purtroppo solo a volte riesce ad essere declinata nella pratica almeno da me. Venerdi’ sera un concerto, situazione a rischio depressione, un bassista che sostituisce il nostro bassista abituale, senza prove, quindi con divinazioni telepatiche e sguardi recepisce le strutture armoniche da me (quanto sarebbe bello se gli umani avessero le porte usb per scambiare dati…).
Felipe nella sua sistematica sottovalutazione dei gusti e delle capacita’ della gente ci trascina nel solito regno della cazzata, e qui vorrei aprire una parentesi, la cazzata non e’ tale in se stessa ma sempre nell’atteggiamento verso la musica.
Il concerto finisce fortunatamente dopo due ore di vero stress emotivo, nel gestire le paturnie felipesche e le comunicazioni con il povero bassista.
Non sono soddisfatto mi rimane dentro una voglia di suonare enorme, impossibile, allora chiedo al sassofonista di fare un paio di brani in duo, anche se e’ tardi, anche se rimane poca gente, voglio suonare per noi.
Partiamo con il nostro cavallo di battaglia, El pueblo Unido rivisto e riletto, ed amato, ormai da qualche tempo a questa parte, ogni volta che suoniamo questo brano succede qualcosa, ed anche in questo caso, rimangono ad ascoltarci un manipolo di coraggiosi che al termine di questi minuti intensi di musica, in cui scarichiamo tutto quello che avremmo voluto, ci applaudono entusiasti.
Continuiamo con la nostra rilettura del Comandante CheGuevara (potremmo continuare per ore abbiamo un repertorio di canti rivoluzionari e di protesta infinito…) ed anche in questo caso succede qualcosa, pause, sospensioni, gioco.
Le dighe sono rotte, continuo a suonare e parto con MoonRiver, il gestore del locale si avvicina e dice che adora quel brano, solo da quando lo sto suonando mi rendo conto di quanto MoonRIver sia nel cuore della gente di tutte le eta’, e’ incredibile la potenza di Mancini.
Allora mi chiede l’altro brano famoso di Mancini, ci arriviamo per approssimazioni successive, non riusciamo a ricordare il titolo, il sassofonista ricorda che e’ nelle prime pagine del real, io ricordo che iniza con do la, e poi si materializza improvvisamente, si e’ The days of wine and roses, altro brano semplicemente magico di Mancini.
Lo suoniamo, inizio ad esplorarlo e rimango rapito, anche perche’ non e’ un brano che ho suonato spesso, ma evidentemente ho un debole per le progressioni di Mancini, per il modo in cui costruisce le melodie.
E’ veramente molto tardi, l’atmosfera da Jam e’ piacevole, l’atmosfera rilassata, la piazza vuota, l’aria pulita. Continuiamo a fare una versione di All the things you are, molto destrutturata, molto libera, non c’e’ quasi piu’ nessuno ad ascoltare, solo un gatto affacciato ad una finestra di fronte alla piazza che guarda giu’ incuriosito. Il gestore del locale e’ entusiasta e rimaniamo d’accordo per alcuni aperitivi Jazz in duo piano/sax prossimamente.

The Days of wine and roses (Mercer/Mancini)

The days of wine and roses laugh and run away like a child at play
Through a meadow land toward a closing door
A door marked "nevermore" that wasn’t there before

The lonely night discloses just a passing breeze filled with memories
Of the golden smile that introduced me to
The days of wine and roses and you

(The lonely night discloses) just a passing breeze filled with memories
Of the golden smile that introduced me to
The days of wine and roses and you-oo-oo

(ON Air Keith Jarrett Days of wine and roses)

Duets – Cosa sono le nuvole

luglio 25, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

 

Una settimana intensa, di note, libri e parole, piccoli frammenti sono rimasti impressi nella mia testolina, frasi, piccoli particolari senza importanza. estratti dal loro contesto, suggestioni, emozioni, interferenze e frammenti, qualche episodio comico, tutto vissuto molto anzi troppo intensamente, una frase e  spesso si spalancava un mondo di riflessioni, piccole istantanee di una serata, il mio cervello scattava e partiva nelle sue solite elucubrazioni.  

Il surreale
Una delle prime cose successe nelle mie enoserate, sono da solo, ad un tavolo c’e’ una strana coppia, applaude molto, alla fine della serata, lui si avvicina ed iniziamo a parlare, rassomiglia moltissimo al cantante di Broadway Danny Rose… Lou Canova. Ed infatti mi dice che lui fa revival di Frank Sinatra, il vero pianobar quello di un tempo, che ha molti contatti (io mi aspettavo da un momento all’altro di vedere arrivare il tipo della publlicita’ nelle paludi che incontra Woody Allen mentre scappa con la donna di Lou) e ad un certo punto mi esclama :

"Ho la stessa voce di Frank Sinastra, solo con piu’ estensione"

Quoyle ha la mandibola che non si regge bene, e non dissimula molto il fatto che questa frase ha qualcosa di assurdo.
La sua donna che rassomiglia in modo inquietante alla donna di Lou Canova, rincara la dose in puro livornese spinto

"Deh, io un sono una che dice bravo bravo, ma veramente ha la voce di Frank Sinatra"


Eccomi seduto al tavolo con loro a bere e ad ascoltare le sue storie su come venire fuori, registi, party di gente bene. E questo immergermi nella follia umana e’ una cosa che mi piace molto di queste enomusical serate.

Molti musicisti diversi per ogni serata, e questo e’ sempre un bene, energie diverse, storie diverse, in duo poi si parla molto, prima, durante e dopo, la sintonia, la complicita’, la semplicita’ sono una parte fondamentale. Vecchi amici che ritornano, con cui poter riprendere discorsi interrotti anche da 10 anni.
Una tromba, un sax, delle voci, le percussioni.

Le percussioni
Serata difficile, le difficolta’ di vita, il suonare delle mie percussioni solo per soldo e non per piacere si sentono tutte, i suoni delle percussioni affondano nell’alcol e nella tristezza. La serata non ha prima non ha durante ha solo un dopo tristissimo nel giusto ritiro della patente del percussionista con gli strascichi miei di recupero ed assistenza. Un sapore amaro in bocca, finito sul lungarno all’alba con la sveglia alle cinque per andare a recuperare le percussioni brille fermate all’alba.

La tromba
Carattere complesso, quello della mia tromba, persona molto sfaccettata con cui e’ difficilissimo entrare in sintonia, erano parecchi anni che non si suonava insieme, l’energia della serata non e’ stata molto forte, poca inventiva da parte sua, molto peso specialmente ritmico sulle mie spalle. Tanti racconti di vita pero’, e vedere i cambiamenti dopo tanti anni reciproci e ritrovare notizie di amici che non speravo piu’ di avere.

Il sax
La follia piu’ totale del mio sax. La discontinuita’, la sua cronica mancanza di fiducia in se stesso finche’ non imbraccia il sassofono, la sregolatezza totale, appuntamento alle 19 arriva alle 22.15 poco prima del concerto. Energia pazzesca, sporca, cattiva, dialoghi fitti, complicita’ totale, audience impietrita dalla forza delle nostre note, sax acustico, piano amplificato da un ampli di fortuna da 40w poiche’ le casse sono out, qualche tavolo catturato completamente per tutto lo spettacolo. Liberta’ totale, suonare come se non ci fosse nessuno, liberi e disinibiti, rischiare sempre e sempre riprendersi, ritrovarsi, ignorare le infrastrutture musicali e sociali, fregarsene di tutto, esiste solo la musica e la gioia infantile di sentire le note dell’altro rinforzare le proprie e stupirsi di citazioni, spunti ed intesa. NOn c’e’ stato un prima ed un dopo ma solo un durante, forse la metafora di come dovrebbe essere la vita idealmente, vivere solo nel momento in cui si e’, senza preoccuparsi del sara’ e di quello che e’ stato.

La voce
L’intesa e’ forte, le ombre sono tante, reciproche, la distanza non cambia le intese, non si suona insieme da Novembre, ma le cose buone si sa non cambiano con le dimensioni spazio temporali. C’e’ un prima molto intenso di confluenza e dialogo, ed intesa le inquietudini sono simili. La musica e’ pulita e cristallina e consapevole. Energia pulita, allegria pacata. Sono sorpreso da quello che viene fuori, dalla pulizia dalla visione del brano che ho da quando inizia sapendo dove portarlo, sono soddisfatto di questa fortunata coincidenza di pensiero ed azione, le mani vanno dove l’istinto le guida ed il cervello sente prima quello che ci sara’ dopo. Alcuni momenti sono di emozione molto forte, vorrei che la voce fosse piu’ libera e consapevole dei propri mezzi, lasciando da parte le infrastrutture, e succedera’ ne sono certo, ogni cosa avviene solo quando puo’ capitare, se mi avessero raccontato che sarei stato in grado di sentire alcune cose in questo modo 5 anni fa non ci avrei creduto, anzi non lo avrei proprio ritenuto possibile.

Le parole scritte
E le letture, di questa settimana di ‘ferie’ dal lavoro ufficiale da quello che fagocita molte energie creative ed emotive, a sud del confine ad ovest del sole, le note di Murakami sono sempre in vibrazione con le mie, il mondo che dipinge e’ quello che vedo spesso, i colori di inquietudine e malinconia, i recettori che la musica riesce ad aprire, le parti profonde di ricordi, il jazz, Star Crossed Lovers, ballata divina del genio Strayhorn e del Duca, mi sono convinto a studiarla universo complesso e complicatissimo fino a quando non ci si lascia travolgere dalla sua semplicita’, impossibile alterare niente, fedelta’ assoluta al brano.

Ancora nelle nottate insonni, mettere a posto la libreria e ritrovare un librino infintesimale, le massime per il musicista di Schumann e ritrovarci delle perle : "Non contribuire mai a diffondere le cattive composizioni" , quanto e’ vero, il solito tema di rispettare la musica e quell’angolino piccolo e quella possibilita’ di comunicare e cercare di diffondere le belle composizioni, contro le logiche del marketing, del consumo. "Non strimpellare mai, non lasciare mai a meta’ un brano che stai suonando", rispettare sempre le note, e la musica, e’ vero niente e’ piu’ brutto di un brano lasciato a meta’, ricordo che mio zio quando ero piccolo e mi insegnava a suonare il piano mi riprendeva quando io abbozzavo qualcosa e poi seguivo la mia incostanza e lasciavo a meta’ quello che stavo suonando.

Tutte queste note hanno generato qualcosa in me, vivo sempre profondamente ogni nota che suono, rispetto sempre quegli 88 tasti e le persone che suonano con me, il duo e’ una forma bellissima di espressione, di complicita’ fortissima, di grande empatia. Sapersi lasciare liberi nella fusione dei due pensieri musicali, lasciare uscire le idee dall’altro senza sovrastarle con le proprie, esercizio di vita e di musica. Sono felice di questa opportunita’ di dialogo con tanti musicisti diversi, e di introspezione nel mio modo di pensare e suonare che questi confronti riescono a regalarmi.

(On Air Star Crossed Lovers Paolo Fresu Ballads)

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