Intermezzo

dicembre 23, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson, My Music

On Air Quoyle : Intermezzo Cavalleria Rusticana

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Shapes of my hearth

novembre 5, 2011 by quoyle  
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Il pianoforte scava dentro.

Message in a bottle

agosto 26, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson

Just a castaway
An island lost at sea
Another lonely day
With no one here but me
More loneliness
Than any man could bear
Rescue me before I fall into despair

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

A year has passed since I wrote my note
But I should have known this right from the start
Only hope can keep me together
Love can mend your life
But love can break your heart

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

Walked out this morning
Don’t believe what I saw
A hundred billion bottles
Washed up on the shore
Seems I’m not alone at being alone
A hundred billion casatways
Looking for a home

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

Sending out an SOS

On Air Quoyle : Message in a bottle

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A sud del confine (prima ero ad ovest del sole)

febbraio 10, 2011 by quoyle  
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Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte la mie forze quest’opera. Forse. (Haruki Murakami)

E’ tanto tempo che non faccio nemmeno lo sforzo di scrivere qualcosa che racconti le sensazioni che ho addosso. Ci si abitua al vuoto, oppure si riempie il vuoto di inutili cianfrusaglie, ed il tempo passa, inesorabilmente, un mese, quattro, nove, due anni, quattro anni e poi all’improvviso ti ritrovi davanti a quello che hai costruito, ovvero il nulla. A cosa serve tutta questa frenesia, tutte queste relazioni che quotidianamente sottraggono energia, tutto questo darsi da fare per motivi che non condivido e non capisco. Come si fa ad ignorare questo vuoto, questa desolazione una volta che l’hai toccata con mano. Non puoi semplicemente tornare indietro, ci sono momenti di consapevolezza che non ti lasciano scampo, una volta che prendi coscienza di qualcosa, non puoi piu’ fare a meno di vederlo.

E gli struzzi, questa e’ la cosa piu’ sconvolgente, intorno hai persone che nascondono la testa sotto la sabbia, fanno finta di non vedere, di non sapere, non si chiedono quale sia la vera essenza del tuo malessere, cosa sia che ti separa da te stesso, che non ti fa dormire la notte, che ti fa vagare come un mendicante in giro per il mondo a cercare te stesso. Le cose non migliorano, ciclano, ritornano il perno del problema e’ sempre li’ che ti lega e ti costringe ad orbitare intorno a quel problema. Puoi rendere piu’ eccentrica l’ellisse dell’orbita ed illuderti di sfuggire ma alla fine ritorni nelle vicinanze e vieni inesorabilmente attratto e tutto ricomincia ed il vuoto mi accompagna. Dove e come trovare la forza per sfuggire a questo stillicidio di vita? Ci sono momenti di sconforto grandi come quello che sto attraversando in questo momento in cui mi sembra impossibile vedere una strada anche piccola e tortuosa che mi porti fuori da questo magma.

“Ma quello che mi cirondava adesso, era un mondo basato sulla logica capitalistica e alla fine, senza rendermente conto, ne ero stato anch’io completamente assorbito. Mentre ero fermo ad un semaforo, in via Aoyama, a bordo della mia BMW ed ascoltavo il Viaggio D’inverno di Shubert, mi vennero all’improvviso questi pensieri. Questa non sembra la mia ‘vita’ mi dissi. Era come se qualcuno l’avesse preparata per me. Fino a che punto ero veramente me stesso? E fino a che punto non lo ero?”
(Haruki Murakami A sud del confine a ovest del sole)

On Air Quoyle : The wind (R. Freeman)

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Recado

febbraio 6, 2011 by quoyle  
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Credo di essere innamorato di questa canzone, di questa interpretazione, dello sguardo e della voce di Maria Rita.

Progressions

dicembre 22, 2010 by quoyle  
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2005-2007-2009-(2011?)

Suffering

dicembre 11, 2010 by quoyle  
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