Maiden Voyage

dicembre 31, 2008 by quoyle  
Inserito nella categoria Bootlegs, Focuson, Pianoforte, Storia jazz

Martedi’ sera riordino la mia collezione di dischi; mi capita di farlo nei momenti di stress emotivo.Certi lo considererebbero un modo stupidissimo di passare una serata, ma io non sono fra quelli. Questa e’ la mia vita, ed e’ bello sguazzarci in mezzo, immergerci le braccia dentro, toccarla.
….
Ma quello che mi piace veramente e’ il senso di sicurezza che mi viene dal mio nuovo sistema di archiviazione; mi sono fatto piu’ complicato di quel che sono in realta’. Siccome possiedo un paio di migliaia di dischi, devi essere me – o almeno un dottore in Flemingologia – per sapere come ripescarli. Per esempio se vuoi sentire Blue di Joni Mitchell, devi sapere che lo comprai per regalarlo a qualcuno nell’autunno del 1983, ma che poi decisi di tenerlo io, per ragioni di cui adesso preferisco non addentrarmi. Bhe sono storie che non conosci, per cui non sai dove mettere le mani vero? Dovrai chiedermi di trovartelo io, e per qualche ragione lo trovo enormemente confortante. (Nick Hornby Alta fedelta’)

Da questa riorganizzazione e’ venuta fuori questa meraviglia assoluta di Herbie Hancock un inedito in Amburgo del 1993, ancora Herbie Hancock che quando vuole riesce a creare panorami onirici, aperti, sospesi, come in questa incredibile introduzione.

On Air: Maiden Voyage Herbie Hancock Hamburg 07 Nov 1993

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Guarda che luna

marzo 3, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards

On Air: Guarda che luna Quoyle Piano

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Falando de amor

gennaio 28, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards

On AirFalando de Amor (Tom Jobim) Quoyle Piano

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As beautiful as the moon

dicembre 26, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Pianoforte

La luna e’ sempre stata il mio simbolo, ha sempre rappresentato energia buona positiva, mi raccontano che da piccolo passavo delle ore alla finestra, fissando la luna, guardandola incantato, a volte strillando come solo i bambini sanno fare (voiooo luna). Forse ho sempre avuto desideri troppo grandi, passioni troppo forti e voraci che riescono a divorarmi. Ma l’energia lunare e’ un tipo di energia che sento affine, girando per le strade di una citta’ che non mi appartiene, una citta’ sfregiata dal malgoverno, e mi passano per la testa immagini, volti persi nel tempo, voci che riesco appena a ricordare, mi sento come spettatore di un film che non mi appartiene, lo scenario della citta’ di notte mi passa davanti ai finestrini quasi al rallentatore mi sento muto osservatore del degrado, muto osservatore in perfetta solitudine, non c’e’ un anima vicina nel raggio di molti chilometri, osservo curioso, gli angoli, la vita con uno spicchio di luna che mi guarda silenzioso. Mi manca il mio pianoforte, se adesso avessi almeno lui, per posare i pensieri su quei tasti, mi fermo tamburello le dita in una musica tutta mentale, accenno Look to the Silver Lining, l’ultima cosa che suonavo prima di uscire di casa che ho lasciato a malincuore su quel pianoforte. Smetto e metto un disco a caso nel lettore, mi capita Sweet Time di Paul Bley con il brano As beautiful as the moon, coincidenze, non ci faccio piu’ caso ormai, la musica mi cerca, cerca di parlarmi di comunicarmi qualcosa, riprendo a vagare senza una meta precisa, per le strade desolanti e desolate.

 

On AirAs beautiful as the moon Paul Bley Sweet Time

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Aritmetica

novembre 22, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

 

Non ero affatto bravo in aritmetica.
Al massimo contavo fino a dieci.
Vivendo per decenni con i debiti,
vagavo nella chiesa o nel nartece
guardando i santi che mi proteggevano

Ora supero i cento facilmente
Arrivo spesso al di la’ del duecento
E a volte giungo dove non si osa,
e li’ sfioro lo zero, il gelo, il vento
e un sacco di altre cose.

Forse e’ per questo che devotamente
di notte guardo e supplico la luna.
Tra tutte le altre prove dirimenti
della luce, per me non ve n’e’ alcuna
che sia rimasta in piedi, tranne lei.

(Nasos Vaghenas Ballate Oscure)

(On Air Bill Evans Polkadots and moonbeams)

Moon River

giugno 23, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Cinema, My Music, Pianoforte, Standards

Qualcuno in un commento qualche tempo fa disse che ormai collegava il mio blog a Moon River, ed e’ una cosa bellissima, perche’ mi sento molto legato a questo brano. Avevo postato una versione in trio ancora presente nel radioblog, ho provato a suonarla da solo, perche’ anche questo brano mi scatena per un qualche motivo a me insondabile qualcosa che mi tocca profondamente quando lo suono, ha dentro una potenza lirica che gravita intorno ad un piccolo do che e’ sempre il centro di questo universo inventato da Henry Mancini. Rappresenta il mio mondo ideale, armonico, perfetto, senza storture in cui tutto ha il suo giusto posto, il mio sogno piu’ nascosto, di riuscire a vedere le cose con quei colori.

(On Air Quoyle Moon River)

Moon River

gennaio 6, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Cinema, My Music, Pianoforte, Standards

Ci sono brani di una bellezza sconcertante, di una bellezza che viene spontaneo chiedersi come e’ possibile che esista la disarmonia nel mondo, di quelli che mentre lo ascolti ti senti protetto dalla bellezza che ti circonda mentre ascolti o suoni. Moon River e’ uno di questi brani, famoso per il film Colazione da Tiffany, la genialita’ musicale di Henry Mancini, autore di alcuni tra i brani piu’ importanti della storia del cinema e la sapienza nelle liriche di Johnny Mercer, brano del 1961.

Ieri lo avevo in testa dalla mattina, lo ho accennato al piano, e poi in serata cosi’ per gioco lo abbiamo suonato durante le prove, e’ nato in 4/4 mentre originariamente era un brano in 3/4, non so perche’ ma e’ venuto spontaneamente cosi’ ed abbiamo lasciato libere le energie di fluire in quella direzione. Ho giocato un po con l’audio originale lasciando uscire la nostra versione da un mix con la colonna sonora originale del film, mix rozzo e veloce, giusto per ricordare la bellezza del brano originale.

"Moon River"

music by Henry Mancini, lyrics by Johnny Mercer 1961

Moon River, wider than a mile,
I’m crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you’re going I’m going your way.
Two drifters off to see the world.
There’s such a lot of world to see.
We’re after the same rainbow’s end–
waiting ’round the bend,
my huckleberry friend,
Moon River and me.

(ON AiR MooN RIVeR)

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