Shapes of my hearth

novembre 5, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog


Il pianoforte scava dentro.

Message in a bottle

agosto 26, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson

Just a castaway
An island lost at sea
Another lonely day
With no one here but me
More loneliness
Than any man could bear
Rescue me before I fall into despair

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

A year has passed since I wrote my note
But I should have known this right from the start
Only hope can keep me together
Love can mend your life
But love can break your heart

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

Walked out this morning
Don’t believe what I saw
A hundred billion bottles
Washed up on the shore
Seems I’m not alone at being alone
A hundred billion casatways
Looking for a home

I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle

Sending out an SOS

On Air Quoyle : Message in a bottle

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35

agosto 22, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Oggi avresti compiuto 35 anni, sembra incredibile quanto tempo e’ passato e quanto poco tempo e’ passato dentro di me. Non ho chiuso occhio stanotte, sono le sei e si riprende la routine, quella insopportabile oggi, pazienza sarò più anestetizzato del solito. Si intrecciano pensieri, ansie, dolori e incertezze in queste notti, in questa notte.

Moon River

aprile 19, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson, Intervals, My Music, Racconti

Ci sono voluti circa 5 anni per avere “la versione”. Credo questa nella sua semplicita’ sia quella che ho sempre avuto in testa dalla prima volta che ho provato a suonarla. E’ parte di me ” We’re after the same rainbow’s end waiting ’round the bend, my huckleberry friend, Moon River and me.”

On Air Quoyle : Moon River Live Accademia d’arte Pisa 24 Marzo 2011

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Il vento

marzo 7, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Citazioni, Focuson, Nord

Lasciate che il vento vi prenda
Sopra il suo grande albero deserto
Vi faccia restare nel gorgo delle foglie
Vi scaraventi giù per non spezzarvi
Contro le nuvole nere
Quando la luna le orla di solido argento
Conducendole via furiosamente
E in solitudine estrema

Il Vento, di Thor Vilhjálmsson

A sud del confine (prima ero ad ovest del sole)

febbraio 10, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte la mie forze quest’opera. Forse. (Haruki Murakami)

E’ tanto tempo che non faccio nemmeno lo sforzo di scrivere qualcosa che racconti le sensazioni che ho addosso. Ci si abitua al vuoto, oppure si riempie il vuoto di inutili cianfrusaglie, ed il tempo passa, inesorabilmente, un mese, quattro, nove, due anni, quattro anni e poi all’improvviso ti ritrovi davanti a quello che hai costruito, ovvero il nulla. A cosa serve tutta questa frenesia, tutte queste relazioni che quotidianamente sottraggono energia, tutto questo darsi da fare per motivi che non condivido e non capisco. Come si fa ad ignorare questo vuoto, questa desolazione una volta che l’hai toccata con mano. Non puoi semplicemente tornare indietro, ci sono momenti di consapevolezza che non ti lasciano scampo, una volta che prendi coscienza di qualcosa, non puoi piu’ fare a meno di vederlo.

E gli struzzi, questa e’ la cosa piu’ sconvolgente, intorno hai persone che nascondono la testa sotto la sabbia, fanno finta di non vedere, di non sapere, non si chiedono quale sia la vera essenza del tuo malessere, cosa sia che ti separa da te stesso, che non ti fa dormire la notte, che ti fa vagare come un mendicante in giro per il mondo a cercare te stesso. Le cose non migliorano, ciclano, ritornano il perno del problema e’ sempre li’ che ti lega e ti costringe ad orbitare intorno a quel problema. Puoi rendere piu’ eccentrica l’ellisse dell’orbita ed illuderti di sfuggire ma alla fine ritorni nelle vicinanze e vieni inesorabilmente attratto e tutto ricomincia ed il vuoto mi accompagna. Dove e come trovare la forza per sfuggire a questo stillicidio di vita? Ci sono momenti di sconforto grandi come quello che sto attraversando in questo momento in cui mi sembra impossibile vedere una strada anche piccola e tortuosa che mi porti fuori da questo magma.

“Ma quello che mi cirondava adesso, era un mondo basato sulla logica capitalistica e alla fine, senza rendermente conto, ne ero stato anch’io completamente assorbito. Mentre ero fermo ad un semaforo, in via Aoyama, a bordo della mia BMW ed ascoltavo il Viaggio D’inverno di Shubert, mi vennero all’improvviso questi pensieri. Questa non sembra la mia ‘vita’ mi dissi. Era come se qualcuno l’avesse preparata per me. Fino a che punto ero veramente me stesso? E fino a che punto non lo ero?”
(Haruki Murakami A sud del confine a ovest del sole)

On Air Quoyle : The wind (R. Freeman)

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Aria di te

febbraio 1, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Intervals, Video

Avion Travel (Beppe Servillo)

Ah molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di
vederti di nuovo
molesto prestesto
che non sara puntuale
mi compro il giornale
e mi siedo ad aspettare

e l’aria sorprende sorprende
i miei piani mandandoli all’aria
all’aria di te che mi sorprende
maldestra maldestra la mia previsione
di farti sorpresa d’amore
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

Ah sorpreso sorpreso mi sento preteso
dalla voglia di averti di nuovo
modesto progetto di amore e di letto
che non so cucinare mi lascio mangiare
sentendo l’odore

e l’aria conquista conquista e
sbaraglia il mio desiderio
nato e taciuto dall’aria di te
che mi passi di sopra sapendomi tutto
nell’aria di te
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

L’aria che mi confonde
confonde i miei piani
mandandoli all’aria

molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di vederti di nuovo
modesto prestesto
che non sembra serio

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