A sud del confine (prima ero ad ovest del sole)

febbraio 10, 2011 by quoyle  
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Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte la mie forze quest’opera. Forse. (Haruki Murakami)

E’ tanto tempo che non faccio nemmeno lo sforzo di scrivere qualcosa che racconti le sensazioni che ho addosso. Ci si abitua al vuoto, oppure si riempie il vuoto di inutili cianfrusaglie, ed il tempo passa, inesorabilmente, un mese, quattro, nove, due anni, quattro anni e poi all’improvviso ti ritrovi davanti a quello che hai costruito, ovvero il nulla. A cosa serve tutta questa frenesia, tutte queste relazioni che quotidianamente sottraggono energia, tutto questo darsi da fare per motivi che non condivido e non capisco. Come si fa ad ignorare questo vuoto, questa desolazione una volta che l’hai toccata con mano. Non puoi semplicemente tornare indietro, ci sono momenti di consapevolezza che non ti lasciano scampo, una volta che prendi coscienza di qualcosa, non puoi piu’ fare a meno di vederlo.

E gli struzzi, questa e’ la cosa piu’ sconvolgente, intorno hai persone che nascondono la testa sotto la sabbia, fanno finta di non vedere, di non sapere, non si chiedono quale sia la vera essenza del tuo malessere, cosa sia che ti separa da te stesso, che non ti fa dormire la notte, che ti fa vagare come un mendicante in giro per il mondo a cercare te stesso. Le cose non migliorano, ciclano, ritornano il perno del problema e’ sempre li’ che ti lega e ti costringe ad orbitare intorno a quel problema. Puoi rendere piu’ eccentrica l’ellisse dell’orbita ed illuderti di sfuggire ma alla fine ritorni nelle vicinanze e vieni inesorabilmente attratto e tutto ricomincia ed il vuoto mi accompagna. Dove e come trovare la forza per sfuggire a questo stillicidio di vita? Ci sono momenti di sconforto grandi come quello che sto attraversando in questo momento in cui mi sembra impossibile vedere una strada anche piccola e tortuosa che mi porti fuori da questo magma.

“Ma quello che mi cirondava adesso, era un mondo basato sulla logica capitalistica e alla fine, senza rendermente conto, ne ero stato anch’io completamente assorbito. Mentre ero fermo ad un semaforo, in via Aoyama, a bordo della mia BMW ed ascoltavo il Viaggio D’inverno di Shubert, mi vennero all’improvviso questi pensieri. Questa non sembra la mia ‘vita’ mi dissi. Era come se qualcuno l’avesse preparata per me. Fino a che punto ero veramente me stesso? E fino a che punto non lo ero?”
(Haruki Murakami A sud del confine a ovest del sole)

On Air Quoyle : The wind (R. Freeman)

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Aria di te

febbraio 1, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Intervals, Video

Avion Travel (Beppe Servillo)

Ah molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di
vederti di nuovo
molesto prestesto
che non sara puntuale
mi compro il giornale
e mi siedo ad aspettare

e l’aria sorprende sorprende
i miei piani mandandoli all’aria
all’aria di te che mi sorprende
maldestra maldestra la mia previsione
di farti sorpresa d’amore
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

Ah sorpreso sorpreso mi sento preteso
dalla voglia di averti di nuovo
modesto progetto di amore e di letto
che non so cucinare mi lascio mangiare
sentendo l’odore

e l’aria conquista conquista e
sbaraglia il mio desiderio
nato e taciuto dall’aria di te
che mi passi di sopra sapendomi tutto
nell’aria di te
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

L’aria che mi confonde
confonde i miei piani
mandandoli all’aria

molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di vederti di nuovo
modesto prestesto
che non sembra serio

Silence of a candle

gennaio 2, 2011 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson

On Air: Quoyle Silence of a candle (P. Winter)

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Fall

novembre 18, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson, Intervals

“Volevo che qualcuno si prendesse cura di me. Volevo che qualcuno mi prendesse per mano e mi portasse a casa. Volevo che qualcuno dicesse che era tanto contento di avermi finalmente trovato.”  (Che ne è stato di te buzz aldrin J.Harstad)

On Air: Quoyle I fall in love too easily

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Elm

settembre 4, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson, My Music, Pianoforte

elm

On Air Quoyle Elm (R. Beirach)

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Eternamente

giugno 20, 2010 by quoyle  
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Travelling

giugno 16, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson

On Air: Quoyle Falando de Amor

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Se eu pudesse por um dia, Esse amor essa alegria

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