25 Aprile
aprile 25, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte

On Air: Quoyle Le Chant des Partisans
|
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
Cose per cui “non” vale la pena di vivere
Parafrasando il monologo di Woody Allen in Manhattan, devo dire che ho evitato di pensarci, di riflettere, di guardare trasmissioni post elezioni, ma ho gia’ visto cose che non volevo neanche lontanamente vedere, le appunto per non dimenticarle.
1) Un bacio appassionato in parlamento che fa sfigurare il bacio di Notorius, buongiorno Italia
2) I saluti romani in campidoglio
3) Vespa con una bacchetta che inizia la grottesca revisione storica partendo da Garibaldi.
4) I fucili di Bossi
A prescindere da queste amenita’, la cosa che mi disgusta di piu’ e’ il senso di disprezzo delle istituzioni, e la parte che sono costrette a recitare anche le istituzioni sane, in questo gioco al massacro. La vittoria delle destre non e’ uno scandalo, in una democrazia sana le parti si alternano, la cosa che mi lascia perplesso e’ l’impressione che le dinamiche politiche rispecchino le dinamiche sociali di questo paese, ed in questo senso e’ naturale e giusto che ci sia questa rappresentanza parlamentare.
Il paese e’ attraversato da arroganza, menegreghismo, individualismo, scarso interesse civile, culturale e sociale, questo fa male, non una sconfitta inevitabile vista anche la pochezza delle proposte e del materiale umano portato dalla sinistra, la consapevolezza di vivere in questa atmosfera. E le cose che ho riportato sono puro folclore che dimostrano solo come vengano percepite da una parte del paese le istituzioni democratiche. E allora Bella Ciao (che rischia di diventare la canzone piu’ censurata della storia della musica.)
On Air: Quoyle Bella Ciao
|
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
Musica rossa per notti bianche
luglio 2, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Live Music, Pianoforte, Racconti, Sassofono

Capita almeno una volta nella vita di suonare ad una notte bianca, potra’ sembrare strano ma anche il comune di Massa ha deciso di fare questa iniziativa ieri notte. Veniamo contattati per un duo Pianoforte e Sax, da un circolo di Massa. Arrriviamo a Massa alle 20.30, chiediamo dove sia il circolo, ci dicono di andare sulla via Alberica, e non possiamo sbagliarci c’e’ una falce e martello davanti (sorrido).
Arrivati al circolo montiamo un po a caso sul marciapiede, praticamente davanti ad un portone di casa, i cavi pendono, i compagni esultano, le foto del che svettano dalle vetrine del circolo e ci guardano. Il circolo ha un bell’aspetto, la cosa che mi lascia perplesso e’ il contrasto tra falce e martello e bicchieri ultralusso per portarci il vino, insomma mi aspettavo i bicchieri da osteria trucida non i bicchieri da enoteca radical. Cmq sbevazziamo in attesa dei fuochi di artificio, ceniamo molto bene, parlando con un armonicista del luogo. All’improvviso mi rendo conto che vicinissimo a dove suoniamo noi c’e’ un punto musica allestito dal comune che manda a tutto volume Duran Duran, Depeche Mode, Cure, sono disperato, il volume e’ altissimo, iniziamo a suonare alle 23 Watermelon Man, a tutto volume pianoforte e sassofono, incastrandoci con arditi poliritmi con le canzoni dei Duran Duran (posso dire di aver suonato con i Duran… mica male). La testa mi scoppia, impossibile suonare in queste condizioni, eroicamente continuiamo, ogni tanto si ferma qualcuno e cerca di ascoltarci ma davvero lo scontro e’ senza possibilita’ di vittoria anche se cerchiamo di alzare il volume, i Cure ci sovrastano.
Continuiamo a suonare, alternando pause di vino, ad ascolti di questo simpatico punto musica, riprendiamo a suonare, Massa e’ un paesone si conoscono tutti, arriva una tipa supervamp tacco 12 (mi diranno essere una viglilessa..) che vuole cantare con noi, inizia a dimenarsi dicendo che dobbiamo andare su jobim "daiii ragazzi qui bisogna andare sulla bossa", io la ignoro ,il sassofonista un po meno, diciamo che e’ interessato dalla forma fisica della tipa e vorrebbe costringermi a suonare la ragazza di Ipanema, mi rifiuto e dico che se Jobim deve essere sia Retrato em Branco e Preto, infatti puntualmente la vigilessa si dilegua (in compagnia) quando si rende conto che non daremo seguito alle sue richieste.
Penso che il peggio sia passato, si avvicina una passante e mi chiede fate qualcosa di Cammeriere, ed io le rispondo sempre piu’ acido (con i Depeche mode in sottofondo), che ho rimosso dalla mia vita Cammeriere, che non so chi sia… riprendiamo a suonare quando arriva un signore 70nne di corsa dal palazzo di fronte ed inizia ad inveire contro di noi, contro il rumore che facciamo, stiamo suonando Softly as in a morning sunrise e sono le ore 1.40 am locali, minaccia l’intervento dell’esercito, delle forze dell’ordine e che dovremmo tutti andare a lavorare invece di fare casino la notte, io non ho la forza di parlare la testa mi scoppia, smetto di suonare e gli dico che ha vinto. Appena smettiamo ci rimane male perche’ si rende conto che non siamo io ed il sassofonista i Depeche Mode, ma sono quelli del punto musica a 10 metri, allora con fare mesto si avvia verso casa ( con noi che gli gridiamo dietro di andare a far smettere quelle bestie che ci stanno massacrando i timpani), Alle 2 smettono di mandare musica a tutto fuoco, noi riprendiamo per dire di aver suonato qualcosa, anche se siamo stanchi e la testa scoppia per il rumore, suoniamo El Pueblo unido, Comandante Che Guevara, Over The Rainbow e finalmente un po di note si riescono ad ascoltare nel silenzio irreale di questa stranissima notte bianca, che termina davanti ad un altro bicchiere di vino intorno alle tre e mezza.
(On Air La Marsigliese Jackie Terrasson)
Avanti!
I miei elettrodomestici hanno un’animella, parlava MrB e mentre elucubrava e farneticava sotto Prozac il mio televisore si e’ bruciato, non scherzo, proprio puzza di bruciato e tubo catodico andato. Ne faro’ un monumento a questo 11 Aprile, lo lascero’ rotto icona di questa giornata con fiori a suo ornamento, sono fiero di lui.

Cronaca desolante di un caso di scrutinio elettronico in Lazio
(On Air El PUEBlO UNidO Giovanni MIrABassi TRIo)
Italiani all’estero
Italiani d’Argentina
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
in questo sfondo infinito
siamo le ombre impressioniste
eppre noi qui
guidiamo macchine italiane
e vino e sigarette abbiamo
e amori tanti.Trasmettiamo da una casa d’Argentina
illuminata nella notte che fa
la distanza atlantica
la memoria più vicina
e nessuna fotografia ci basterà.Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina
e che voglie tante
che stipendi stani
che non tengono mai.Ah, eppure è vita
ma ci sentite da lì?
in questi alberghi immensi
siamo file di denti al sole
ma ci piace, sì
ricordarvi in italiano
mentre ci dondoliamo
mentre vi trasmettiamo.Trasmettiamo da una casa d’Argentina
con l’espressione radiofonica di chi sa
che la distanza è grande
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà.Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
ormai certa come il tempo che farà
e abbiamo piste infinite
negli aeroporti d’Argentina
lasciami la mano che si va.Ahi, quantomar quantomar per l’Argentina.
La distanza è atlantica
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà
Ahi, quantomarEcco, ci siamo
ci sentite da lì?
ma ci sentite da lì?Per la serie incubi…
(On Air Italiani d’argentina Ivano Fossati)
Can i live up to my own potential? (Q&A)

Can i live up to my own potential?
Can you live up to your own potential?
Can i live up to my true potential?
Can you live up to your true potential?
Is there any escape
from deterential down point of
neglect disrespect mass acceptance of conventions?
Will i be a living contradiction ?
Or will i go forth with my mission ?
Will you be a living contradiction ?
Or will you go forth with your mission ?
The mission
To readjust our vision
don’t forget to the confines of
space and time
(On AIr URsula RucKer QA from Silver and Lead)















