Paixões diagonais

maggio 30, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

O silêncio de um andor Porque volta tudo ao mar Mesmo sem ter de voltar

Das paixões diagonais

noite

Serve senso estetico…etico e pratico.

On Air: Misia Paixões diagonais

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Spezie

marzo 17, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Percussioni, Pianoforte, Strumenti Musicali, Vocal

Maria Joao, cantante portoghese atipica, contaminata profondamente da radici Africane, Indiane e SudAmericane, insieme alle influenze piu’ tipicamente europee principalmente regalate dal pianismo eclelttico del suo compagno Mario Laginha. Maria Hoao riesce sempre a comunicare un qualcosa di solare, di autentico e di rituale, l’uso della voce e’ sempre estremo, utilizzato come uno strumento musicale, portato fino al limite e contestualmente un utilizzo dei cori che fanno da risposta al ‘celebrante’ in questo caso la voce di Maria Joao. Sono odori di Africa principalmente, e contestualmente tradizione colta, con il pianismo molto assonante in questo caso di Laginha, richiami Gospel che rendono ancora piu’ solare e piena di speranza autentica questa interpretazione.

Odore di spezie diverse in questa voce, sempre il mare, mare cosi’ diverso dal mare neoclassico cantato da Savina Yannatou, il mare del portogallo, a volte malinconico a volte pieno del rumore del mercato, pieno di voci e culture diverse, il rumore della vera world music, quella contaminata che non scade mai nelle contaminazioni banali, Portogallo e Mozambico, Portogallo ed India, celle ritmiche tipiche dei Raga Indiani, collaborazioni eccellenti con il signore delle percussioni Trilok Gurtu oppure con il chitarrista Jazz Ralph Towner, ed ancora con musicisti della tradizione flamenco, un lavoro interessante che ripercorre brani della tradizione jazz o ancora pop come il caso di Blackbird, odore di calore ed in alcuni casi di Saudade, di Nostalgia di infinito, di attesa del ritorno di qualcuno dal mare pur sapendo che non tornera’, del resto la leggenda dice che il mare del portogallo e’ salato per le lacrime delle donne portoghesi che attendono il ritorno dei loro amati. Vi lascio con on line due brani di due dischi diversi di Maria Joao, Blackbird che fa parte di quella categoria di brani quasi imbarazzanti per la semplicita’ e la bellezza che racchiudono, brani semplici, onesti e schietti, brani oserei dire ideali che riescono a coniugare semplicita’ armonica e originalita’.

Ed ancora una versione tipicamente piena di nostalgia e richiami di saudade portoghese, interpretata pero’ da strumenti non legati direttamente a questa musica, pianoforte e fisarmonica, che insieme alla voce quasi sassofonistica di Maria Joao, ricreano un’atmosfera raccolta di pace e poi il titolo assolutamente divino di questo brano em tão pouco tempo escureceu tanto

 

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise

Blackbird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
All your life
You were only waiting for this moment to be free.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of a dark black night.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of a dark black night.

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise

Le isole incontaminate (Roots – Longing)

febbraio 28, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Vocal

Il fado e’ stato per me una scoperta recente, di un paio di anni appena, ascoltato per caso in un un pezzo molto classico di Fado accompagnato dalla chitarra classica, dalla chitarra portoghese e la voce assolutamente particolare cosi’ simile ad uno strumento di Maria Joao.

Da li e’ iniziato un percorso di avvicinamento al fado e man mano che scoprivo canzoni, cantanti, percorsi, mi rendevo conto che il fado ha radici comuni con il blues, ma la particolarita’ che lo contraddistingue e’ l’essere rimasto immune alle contaminazioni ed alle logiche commerciali.
Il fado letteralmente significa fato o destino ed e’ un genere musicale principalmente cantato, che esprime ed e’ legato in maniera indissolubile al termine "saudade" un termine dalla traduzione quasi impossibile, che esprime quel sentimento tutto portoghese e quindi brasiliano di "nostalgia" anche se nostalgia e’ limitativo in quanto la saudade non e’ solo riferita al passato ma contiene al suo interno tensione e speranze per il futuro.

Il binomio fado musica cupa e malinconica non e’ esatto non tutto il fado e’ triste , infatti pur essendo vero che il sentimento del popolo portoghese e’ inevitabilmente legato al dolore per le continue guerre, al canto degli schiavi africani delle colonie portoghesi, alle leggende che raccontano che il mare e’ salato per le lacrime versate dalle donne portoghesi in attesa del ritorno dei marinai, esiste sempre quella tensione verso l’orizzonte, verso il mare verso il navigare e scoprire.

Una sensibilita’ tutta femminile sembra venire fuori dal fado,  ed in effetti le piu’ grandi interpreti di questa musica tipicamente vocale sono donne, con un modo di esprimere questo sentimento incomprensibile almeno alla maggior parte di noi europei.

Per citare Misia una delle piu’ grandi interpreti contemporanee del fado:

«Nosotras exorcizamos el dolor de la vida de una manera más natural que el hombre. Claro que hay grandes cantantes de fado, pero me fascinan las voces femeninas porque transmiten con más fuerza la tragedia de la vida».

Un Europa strana quella del Portogallo, ancora in parte incontaminata, anche come tessuto sociale, molto lontano dalle luci sfavillanti del moderno occidente, una realta’ ancora rurale e semplice.
Ed il fado meraviglia delle meraviglie sembra essere immune alla globalizzazione, e probabilmente questo e’ un bene, ascoltare un pezzo di fado anche delle cantanti piu’ recenti come Misia o Mariza e’ sempre un esperienza "metafisica", come tuffarsi nel passato ed ascoltare qualcosa che riesce ad andare oltre i monopoli commerciali della musica, un oasi incontaminata in un mondo musicale spesso "corrotto" dalle logiche delle fusioni come esercizio di stile.

Infatti se nel post precedente parlavo di una fusione naturale, di radici comuni in cui i musicisti che portano nella loro anima queste radici comuni (roots come diceva Arabian nel commento al post precedente) non fanno altro che elaborarle e farle venire fuori con naturalezza nella propria musica, esistono molti esempi di fusione che non sono altrettanto naturale ma sono delle specie di mostri creati artificialmente in laboratorio con il solo scopo e fine di perseguire logiche puramente commerciali.
E’ come se l’identita’ del piccolissimo popolo portoghese fosse immune da questo tipo di contaminazione, e non credo si tratti di nazionalismo fine a se stesso ma semplicemente dal fatto che quelle radici sono talmente radicate, talmente forti, quel mare che tanto ha dato e tolto al popolo portoghese continua ad essere presente in quel sentimento di "saudade", in un modo di vivere gli avvenimenti quotidiani.

Abbiamo degli esempi di contaminazione del fado, ma anche in questo caso sono lo stato naturale di questa musica, aperture verso la musica classica con l’introduzione del pianoforte (bellissimo il connubio che Misia fa nel suo disco Paixoes Diagonais ospitando una delle piu’ grandi interpreti della musica di Chopin in portogallo Maria Joao Pires), oppure verso l’Africa che ne rappresenta sempre la matrice, l’origine la madre di tutti i ritmi.
Ed e’ impossibile vedere il fado slegato dalla poesia, dalla letteratura portoghese altra caratteristica che lo rende cosi’ difficilmente contaminabile. Le interpreti recenti e passate del fado hanno sempre attinto dalla poesia  che e’ anch’essa intrisa di un sentimento molto vicino direi in simbiosi con la musica del fado. Ed i versi di Pessoa presenti nelle composizioni di Mariza e Misia richiamano sempre un po la tragedia del vivere umano.Eppure sempre nelle note, nella musica di queste cantanti come nei testi dei poeti portoghesi si sente una tensione forte verso il futuro, la speranza che la tragedia del vivere umano contenga al suo interno la luce. 

Le isole fortunate (F.Pessoa)

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E’ la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
 
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
 
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,

dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.