Amado mio

GILDA (1946)A Columbia Picture
Producer:Viginia Van Upp
Director: Charles VidorScreenplay: Marion Parsonnet, from adaptation by Jo Eisinger of an E. A. Ellington story
The Stars:
Rita Hayworth: Gilda
Glenn Ford: Johnny Farrell
George MacReady: Ballin Mundson
Joseph Calleia: Detective Obregon
Steven Geray: Uncle PioSongs: by Doris Fisher & Allan Roberts: “Amado Mio,” “Put the Blame On Mame”
Miss Hayworth’s song vocals: Anita Ellis
Dances staged by Jack Cole
Gowns by Jean LouisBlack & White, 110 mins. running time
On Air: Amado Mio
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Começar de novo
(Ivan Lins e Victor Martins)
Começar de novo e contar comigo
Vai valer a pena ter amanhecido
Ter me rebelado, ter me debatido
Ter me machucado, ter sobrevivido
Ter virado a mesa, ter me conhecido
Ter virado o barco, ter me socorrido
Começar de novo e contar comigo
Vai valer a pena ter amanhecido
Sem as suas garras sempre tão seguras
Sem o teu fantasma, sem tua moldura
Sem suas escoras, sem o teu domínio
Sem tuas esporas, sem o teu fascínio
Começar de novo e contar comigo
Vai valer a pena já ter te esquecido
Começar de novo
Inner Visions
Finalmente stimoli, stupefacenti, non raccontabili, come traduco la strana atmosfera in cui sono stato immerso questa notte, in mezzo ad un rito collettivo piccolo, in un angolo vicino ad una favela di rio… E pensare che ti dicono che sono posti pericolosi, sono posti da evitare, un angolo di strada, cavi che rubano la luce da un palo elettrico, tante razze insieme ed un gruppo di musicisti che suonano, e cazzo suonano…. e ti senti piccolo con la tua visione della musica occidentale, sempre quegli schemi e quei salotti, ed invece guardi i volti, ascolti le voci delle donne che cantano tutte le canzoni, questo rito cosi’ lontano dall’immaginario europeo, e’ tutto cosi’ sacro, cosi’ terribilmente spirituale, non vedo niente di quelle aberrazioni che importiamo, e non vedo quelle prigioni in cui siamo ormai completamente legati, osservo con stupore infantile i rituali di accoppiamento che si svolgono intorno, tutto cosi’ semplice, cosi’ maledettamente gioioso, e quelle voci di donne che cantano ogni tanto interrotte da una meravigliosa nota maschile. Un bimbo di 3 anni con un cavaquinho, mano nella mano della sua mamma che canta, i percussionisti tutti sincronizzati in un flusso di coscienza senza interruzione, ed i volti, quei volti…. quelle labbra, avrei avuto bisogno della sapienza di un pittore per poter appena cogliere quell’umano che non ricordavo piu’, che non riesco a vedere nello stile di vita triste che abbiamo costruito qui… avevo paura del sud america, lo temevo, l’ho sempre circumnavigato, ci giro intorno da anni, capisco ora con presunzione, quella gioia, quella potenza sacra che ho ascoltato nell’imperfezione del suono, al bordo dell’abisso, sentirsi con un occhio da regista, fuori, ed avere il desiderio invece di essere attore, di lasciarsi prendere, voglia di solitudine e voglia di annegare la mia anima troppo artefatta, troppo lontana dal mio nocciolo piu’ profondo, voglia di annegarla ne l samba. Scatto con gli occhi foto, fermo immagini, odori, angoli, io il pericolo non lo percepisco, che cazzo mi avete raccontato, di cosa state parlando, per cosa devo temere per quei 4 spiccioli che ho in tasca, che si fottano, non valgono la percezione di quello che non ho mai saputo vivere. Ed e’ tutto cosi’ difficile da tradurre in parole, vorrei un pianoforte adesso forse, e vorrei non essere…finalmente non essere per poter arrivare a quello che sono.
On air Maria Rita Mariano Ciranda do Mundo
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Catavento e girassol

Meu Catavento tem dentro o que há do lado de fora do teu Girassol…
Armonie cicliche, chiuse ed introverse a tratti, aperte ed estrosoverse in altri, un capolavoro di sinergia, melodia, armonia ,liriche.
On Air: Fabio Catavento e Girassol (Guinga/Aldair Blanc)
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You don’t know what love is
gennaio 3, 2010 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Live Music, My Music, Pianoforte, Tromba

You don’t know what love is
Until you’ve learned the meaning of the blues
Until you’ve loved a love you’ve had to lose
You don’t know what love isYou don’t know how lips hurt
Until you’ve kissed and had to pay the cost
Until you’ve flipped your heart and you have lost
You don’t know what love isDo you know how a lost heart feels
The thought of reminiscing
And how lips that taste of tears
Lose their taste for kissingYou don’t know how hearts burn
For love that can not live yet never dies
Until you’ve faced each dawn with sleepless eyes
You don’t know what love isYou don’t know how hearts burn
For love that can not live yet never dies
Until you’ve faced each dawn with sleepless eyes
You don’t know what love is…..what love is….
*Ableton Live 7 Massive, Pianoteq3.5, Firepod Presonus, MacBook Pro, Trumpet
On Air: Fabio & Giovanni You don’t know what love is 2 Gennaio 2010
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Travelling
On Air: Quoyle Danny Boy
the pipes , the pipes are calling From glen to glen, and down the mountain side
Broadway Danny Rose (Una notte)
You know what my philosophy of life is? That it’s important to have some laughs, but you gotta suffer a little too, because otherwise you miss the whole point to life. (W.allen from Broadway Danny Rose)

Ok dovrei vedere il lato ironico della faccenda, se ti ritrovi a suonare in un posto dove lo spettacolo e’ fatto di pessima musica (la tua), in un albergo termale, con 4 ballerine brasiliane, 2 pseudo ballerine italiane, 1 animatore surreale, 1 ballerino di tiptap, il massimo che ti puo’ venire fuori e’ uno spettacolo alla Broadway danny Rose, mancava lo strozzapalloni, Lou Canova ed il ventriloquo poi la scena sarebbe stata completa.
Il ballerino di tiptap in particolare, che vuole improvvisare… e mi guarda ed io lo guardo e ci guardiamo, e gli altri ci guardano e guardo felipe e allora muoia sansone con tutti i filistei colpo di genio e “puttin on the ritz” Â (la mitica scena di frankstein junior con il brano di tip tap) , volevi ballare il tip tap , eccoti servito nella maniera piu’ ironica che mi viene in mente.
La verita’ e’ che non mi viene piu’ da ridere, non riesco a vedere il lato grottesco di queste faccende, prendo tutto cosi’ solennemente sul serio, mi disturbano queste scene, in mezzo a quella volgarita’ (ma volgarita’ vera sbattuta in faccia, non volgarita’ solo veniale), circondato dal tecnico del suono romano che mi fa le battute sui culi delle brasiliane, da felipe che interpreta la parte di Louis Armstrong (io povero nero), dai culi sgraziati diciamocelo delle brasiliane che se la menano e se la squassano come l’invasata di Capossela, non mi rimane altro da fare che guardare una barboncina deliziosa che balla insieme alle brasiliane e scappare appena possibile da tutta quella bruttezza. E quella strada al ritorno, quelle luci , gli odori ed i sogni di questa notte una sinalgia psicologica, che roba psichedelica, sono veramente messo bene.
Devo cambiare molte cose.
On Air: Nancy King I fall in love too easily
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