Play it again…(Sam)
luglio 5, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards

Era qualche mese che non suonavo il pianoforte a casa, nascosto in una custodia il digitale, il verticale chiuso, passo di questi periodi di rigetto, dove il dolore e’ troppo forte specialmente per suonare. Oggi ho sentito l’impulso forte a montare il pianoforte, sfidare il caldo e suonare questo struggente e magnifico inno soul blues panteistico di Dollar Brand The Wedding.
On Air: Quoyle The Wedding
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Canto Nascosto

My Wheel is in the dark!
I cannot see a spoke
Yet know it’s dripping feet
Go round and round.My foot is on the Tide!
An unfrequented road -
Yet have all roads
A clearing at the end -Some have resigned the Loom -
Some in the busy tomb
Find quaint employ -Some with new – stately feet -
Pass royal thro’ the gate -
Flinging the problem back
At you and I!
(Emily Dickinson)
On Air: Enrico Pieranunzi – Canto Nascosto
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Frenesia

Azione e non azione sono intessute indistricabilmente e contribuiscono entrambe al progetto della creazione. Quando impariamo ad apprezzare anche il valore della pausa nel nostro frenetico ritmo, ci apriamo a un nuovo modo di vivere e godere la vita.
Mercoledi’
Ore 7 Pisa
Ore 9 Firenze
Ore 21 Pisa
Giovedi’
Ore 6 Pisa
Ore 9 Genova
Ore 21 Pisa
Ore 22 Firenze
Ore 2.30 Pisa
Venerdi’
Ore 6 Pisa
Ore 9 Genova
When solar gets lunar
maggio 5, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Intervals, Pianoforte, Standards

When sunny gets blue – Blue in Green – When Solar Gets Lunar
On Air: Dave Peck Solar (Live Out of Seattle)
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Alboran Trio – Meltemi
aprile 17, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Dischi, Pianoforte

“Alboran è l’ingresso nel mediterraneo, è il mare che congiunge il continente africano e quello europeo, è il mare che si incontra arrivando da tutti gli altri mari. In quel mare, Africa e Spagna si affacciano e disperdono le loro essenze e le loro tradizioni e inizia qualcosa che è come un’origine. Il Mediterraneo unisce, mescola, incontra, elabora, metabolizza culture, suoni, genti diverse, religioni, tradizioni e rimane da sempre come una grande fascinazione, un luogo fondativo, una scaturigine occulta.
Alboran è come l’inizio di qualcosa di cui non si sa bene, che le parole stesse non sanno ancora raccontare. “
Mi capita sempre quando ascolto qualcosa, esiste una vibrazione nascosta nella musica che mi attrae, riesce a distogliermi da qualsiasi cosa stia facendo e catalizza la mia attenzione verso le note. Con il passare del tempo succede sempre piu’ raramente, ma quando accade e’ sempre una sensazione magica, di realizzazione.
E’ successo di nuovo ascoltando questo disco, di tre musicisti italiani Paolo Paliaga Pianoforte, Gigi Biolcati Batteria, Dino Contenti Contrabbasso. Si sprigionano aromi intensi, qualcosa di ancestrale eppure nuovo, una fresca, leggera eppure dolorosa intensita’, interazioni continue, discorsi fitti fra il pianoforte e la batteria, il contrabbasso che osserva, e poi il discorso diventa collettivo in un unico bellissimo pensiero musicale.
Cannella, Sale Marino, Vento, Terra Rossa, Chiodi di garofano, orci pieni di spezie si aprono ad ogni brano del disco. Ed ogni ascolto successivo regala delle sfumature nuove, un’angolo nuovo di spezie da assaporare.
Un trio pienamente europeo, si percepiscono venature di Esbjorn Svensson, John Taylor, Bojan Z, pianismo classico ed eclettico allo stesso tempo. Ringrazio la dea della musica per continuare a regalarmi questa bellezza, anche e specialmente nei momenti in cui non riesco a vedere bellezza altrove.
Rating: 




On Air: Alboran Trio – Balkan Air
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Fred Hersch So in Love Treviso 16-02-05
aprile 13, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Bootlegs, Pianoforte, Standards

E dall’ennesima rivisitazione della mia collezione viene fuori coperta da 4 anni questa meraviglia, registrata da me a Febbraio del 2005, un’altro tempo, un’altro spazio, la bellezza e’ intatta.
Strange dear, but true dear,
When I’m close to you, dear,
The stars fill the sky,
So in love with you am I.
Even without you,
My arms fold about you,
You know darling why,
So in love with you am I.
In love with the night mysterious,
The night when you first were there,
In love with my joy delirious,
When I knew that you could care,
So taunt me, and hurt me,
Deceive me, desert me,
I’m yours, till I die…..
So in love…. So in love….
So in love with you, my love… am I….
(Cole Porter)
On Air: Fred Hersch Treviso Febbraio 2005 So in Love
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How far is the journey from here to a star
dicembre 16, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Live Music, Pianoforte, Standards
La musica spesso e’ solo una questione mentale, ieri sera ero stanchissimo, non avevo voglia di andare a suonare e temevo che non sarebbe stata una gran serata, anche perche’ mi trovavo a suonare in quartetto con un chitarrista e di solito e’ molto complicato far suonare pianofore e chitarra insime, il rischio e’ quello di riempire troppo ed alterare diversamente gli accordi rendendo veramente faticoso l’ascolto.
Durante le prove del suono, sintomi di insofferenza del chitarrista dovuti a stanchezza riconosco i segni, allora cerco di positivizzarmi con tutte le mie forze. La cena scorre tranquilla raccontando aneddoti di musicisti in comune. Iniziamo a suonare e non abbiamo la piu’ pallida idea di dove andare e cosa suonare, inizio un blues mentre gli altri stanno ancora sistemando, strano mi sia venuto in testa un blues, e’ una cosa che non ho troppo dentro, gli altri entrano uno alla volta ognuno con il suo tempo, il suono sul palco e’ buono, sento energie buone e parte veramente uno swing bellissimo, interazioni continue con il batterista, ci ascoltiamo ci veniamo dietro, che meraviglia quando immediatamente sei circondato di persone recettive, ti ascoltano, tu ascolti loro, l’idea musicale in continuo divenire migliorata ed elaborata da ciascuno di noi. Applausi sul mio solo, che e’ veramente pieno di energia, ritmico ed armonicamente libero. Mi sento libero, la stanchezza ha staccato quelle maledette valvole di sicurezza, si continua con uno standard che amo Alone Together, medium giusto lo swing e’ quello giusto indietro e cavolo quanto mi diverto, mi viene da gridare da stupirmi per alcune idee che troviamo mentre si suona, il chitarrista sta facendo un buon lavoro bicordi, non mi rompe le palle con cluster di note, lascia aperta l’armonia e mi permette di arricchire ed osare o svuotare, siamo sincronizzati, io svuoto lui riempie e viceversa. Riusciamo a calamitare l’attenzione del locale e non e’ una cosa comune per quel locale, l’energia e’ micidiale io la sento tutta, continuiamo a viaggiare su territori comuni e si passa da Stella by starlight a Days of wine and roses, a Misty per arrivare nella jam, con qualche sassofonista che si butta su Mr PC preso ad una velocita’ supersonica, cluster di note taglienti, liberta’ di testa, quando sei in questo stato di grazia ed il gruppo ti segue e’ una sensazione magica, riesci a fidarti completamente di te , ed osi con le mani quello che il cervello pensa, e magicamente riesce tutto, senti e le dita eseguono, senza mediazione. Alla fine della serata sono felice, ho una bella energia addosso, ho scaricato tutte le disarmonie lavorative, la musica era catartica, purificatrice, questa energia e’ passata alla gente che ci ascoltava e ci e’ tornata indietro, how deep is the ocean how high is the sky
On Air: Paul Bley and Chet Baker How deep is the ocean
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