You don’t know what love is

gennaio 3, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Live Music, My Music, Pianoforte, Tromba

Blues

You don’t know what love is
Until you’ve learned the meaning of the blues
Until you’ve loved a love you’ve had to lose
You don’t know what love is

You don’t know how lips hurt
Until you’ve kissed and had to pay the cost
Until you’ve flipped your heart and you have lost
You don’t know what love is

Do you know how a lost heart feels
The thought of reminiscing
And how lips that taste of tears
Lose their taste for kissing

You don’t know how hearts burn
For love that can not live yet never dies
Until you’ve faced each dawn with sleepless eyes
You don’t know what love is

You don’t know how hearts burn
For love that can not live yet never dies
Until you’ve faced each dawn with sleepless eyes
You don’t know what love is…..what love is….

*Ableton Live 7 Massive, Pianoteq3.5, Firepod Presonus, MacBook Pro, Trumpet

On Air: Fabio & Giovanni You don’t know what love is 2 Gennaio 2010

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Travelling

novembre 19, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Focuson





On Air: Quoyle Danny Boy

the pipes , the pipes are calling From glen to glen, and down the mountain side

Fuel Station

ottobre 15, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Pensavo ieri sera, che mi piace fermarmi nelle stazioni di servizio, quelle un po’ fuori moda, nei tratti autostradali piu’ isolati, nelle ore notturne, al tramonto oppure all’alba, quando il freddo e’ pungente, si sente il vento, il tempo e’ sospeso in una dimensione di viaggio, senza rumori, dove la tua vita sembra non esistere fuori da quel momento. Un po’ questo blog e’ la mia stazione di servizio notturna, poco frequentato, su percorsi di rete fuori mano e mi piace per motivi inspiegabili passarci ogni tanto e fermarmi, fuori dalle autostrade affollate di facebook, mi fa sentire ancora fuori dal tempo, fuori da tutti questi pensieri che mi stanno opprimendo. La sensazione in questi momenti di pausa e’ quella che rievoca uno strumento terapeutico, strano come l’HangDrum, poesia notturna, silenziosa.

On Air: Manu DeLago Elm on A Stone (Hang Drum)

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Leaving

settembre 30, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Intervals, Nord

Leaving

….Quale un estivo temporale
S’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere, ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente ci siamo intesi.
Amore, Amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
(V. Caldarelli Attesa)

On Air: Quoyle Leaving (R.Beirach)

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Alboran Trio – Meltemi

aprile 17, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Dischi, Pianoforte

Meltemi

“Alboran è l’ingresso nel mediterraneo, è il mare che congiunge il continente africano e quello europeo, è il mare che si incontra arrivando da tutti gli altri mari. In quel mare, Africa e Spagna si affacciano e disperdono le loro essenze e le loro tradizioni e inizia qualcosa che è come un’origine. Il Mediterraneo unisce, mescola, incontra, elabora, metabolizza culture, suoni, genti diverse, religioni, tradizioni e rimane da sempre come una grande fascinazione, un luogo fondativo, una scaturigine occulta.

Alboran è come l’inizio di qualcosa di cui non si sa bene, che le parole stesse non sanno ancora raccontare. “

Mi capita sempre quando ascolto qualcosa, esiste una vibrazione nascosta nella musica che mi attrae, riesce a distogliermi da qualsiasi cosa stia facendo e catalizza la mia attenzione verso le note. Con il passare del tempo succede sempre piu’ raramente, ma quando accade e’ sempre una sensazione magica, di realizzazione.
E’ successo di nuovo ascoltando questo disco, di tre musicisti italiani Paolo Paliaga Pianoforte, Gigi Biolcati Batteria, Dino Contenti Contrabbasso. Si sprigionano aromi intensi, qualcosa di ancestrale eppure nuovo, una fresca, leggera eppure dolorosa intensita’, interazioni continue, discorsi fitti fra il pianoforte e la batteria, il contrabbasso che osserva, e poi il discorso diventa collettivo in un unico bellissimo pensiero musicale.
Cannella, Sale Marino, Vento, Terra Rossa, Chiodi di garofano, orci pieni di spezie si aprono ad ogni brano del disco. Ed ogni ascolto successivo regala delle sfumature nuove, un’angolo nuovo di spezie da assaporare.
Un trio pienamente europeo, si percepiscono venature di Esbjorn Svensson, John Taylor, Bojan Z, pianismo classico ed eclettico allo stesso tempo. Ringrazio la dea della musica per continuare a regalarmi questa bellezza, anche e specialmente nei momenti in cui non riesco a vedere bellezza altrove.

Rating: ★★★★★

On Air: Alboran Trio – Balkan Air

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Alfa Omega

dicembre 22, 2008 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Questa settimana e’ stata la fine di un processo iniziato molto tempo fa, fine dell’anno, fine di una parte importante del processo. Sono stremato, consumato, prosciugato, ogni mia energia e’ finita nel cambiamento, nel tentativo di far cambiare un qualcosa che aveva preso una direzione che non mi soddisfaceva, che mi inaridiva. Obbiettivo raggiunto, per strade impervie, sentieri scoscesi, scenari meravigliosi ed inaspettati, un avventura di 6 mesi che non mi ha lasciato sostare un secondo, che cambiava le prospettive ogni giorno. Una pietra l’ho messa, il primo passo verso un cambiamento piu’ grosso che spero arrivi nel 2009, mi sono ascoltato abbastanza, ho lottato per capire quello che si muoveva dentro di me. In particolare questa ultima settimana mi ha completamente lasciato privo di energie, la battaglia finale, con tre giorni di musica nel fine settimana, due giorni cosi’ cosi’ ed una bella serata di interazione profonda, di viaggio introspettivo di musica fatta tutta per me stasera.
Chiusi gli occhi 1 ora di viaggio extra corporeo, ascoltando solo le note fluire e le interazioni con gli altri musicisti, non ricordo se c’era gente, e se c’era non la volevo ascoltare, non volevo lasciar arrivare nemmeno una goccia di negativita’, non ho voluto registrare nulla, per fare un esercizio di taoismo e non affezionarmi all’idea di quello che ho suonato. Adesso voglio solo un po’ di pace, un angolino caldo per riposarmi e riprendere le energie.

written by Hoagy Carmichael and Johnny Mercer
© 1941 Mercer Music/ Frank Music Corp (ASCAP)

Skylark
Have you anything to say to me
Won’t you tell me where my love can be
Is there a meadow in the mist
Where someone’s waiting to be kissed

Oh skylark
Have you seen a valley green with spring
Where my heart can go a-journeying
Over the shadows and the rain
To a blossom-covered lane

And in your lonely flight
Haven’t you heard the music in the night
Wonderful music
Faint as a will o’ the wisp
Crazy as a loon
Sad as a gypsy serenading the moon

Oh skylark
I don’t know if you can find these things
But my heart is riding on your wings
So if you see them anywhere
Won’t you lead me there
Oh skylark
Won’t you lead me there

On Air: Skylark from Rare recordings of Scandinavian Vocal Jazz Rigmor Gustafsson, Mika Pohjola

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Monty Alexander Maybeck Recital Hall Series, Vol. 40

aprile 9, 2008 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Dischi, Pianoforte

Maybeck40Era tantissimo che davo la caccia a questo disco della serie Maybeck Solo Piano, credo sia la serie di dischi piu’ bella mai dedicata al piano jazz solo, registrati nell’omonima hall, collana dedicata ai pianisti che sono si famosi ma che non possono permettersi di registrare un piano solo in quanto poco commercializzabile, evviva la Concord che ci ha regalato queste incisioni che con questo disco ho raccolto per intero.
Monty Alexander, strano pianista giamaicano, strano incrocio di musica jazz e tradizioni giamaicane, una miscela fortissima che rimane purtroppo sconosciuta a molti.
Ascoltando il disco si rimane prima di tutto colpiti dal suono del pianoforte, hall con pochissimi posti, tempio del pianoforte, costruita appositamente per far suonare un pianoforte. E poi la scelta del repertorio si va dalla tradizionalissima Oh when the saints goes marching in, passando per Estate in una interpretazione minimalista appena abbozzata, semplicemente deliziosa, ed il mio brano favorito Close Enough for Love basterebbe quello a mandarmi fuori di testa. Ed una scoperta, un brano che non avevo mai ascoltato prima, quante meraviglie nascoste possono regalare gli standards When I Grow Too Old to Dream dal film “The Night Is Young” (1935) del duo altrettanto supremo quanto sconosciuto (Sigmund Romberg / Oscar Hammerstein II).
E la gioia di aver trovato questo disco ormai fuori stampa e catalogo da tempo, non ha parole che possano raccontare la bellezza e la spontaneita’ della registrazione.

WHEN I GROW TOO OLD TO DREAM

We have been gay, going our way
Life has been beautiful, we have been young
After you’ve gone, life will go on
Like an old song we have sung

When I grow too old to dream
I’ll have you to remember
When I grow too old to dream
Your love will live in my heart
So, kiss me my sweet
And so let us part
And when I grow too old to dream
That kiss will live in my heart
And when I grow too old to dream
That kiss will live in my heart

So, kiss me my sweet
And so let us part
And when I grow too old to dream
That kiss will live in my heart

Rating: ★★★★★

On Air: Monty Alexander When i grow too old to dream

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