Kenny Barron Live at Maybeck Vol 10 Piano Solo
settembre 8, 2006 by quoyle
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Flying solo challenges a pianist, mi piace questa espressione delle note di copertina di questo disco. La serie e’ la serie di piano solo registrati alla Maybeck Hall, una sala pensata per il pianoforte, appena una trentina di posti disponibili in una casa pensata per un insegnante di piano di una ricca famiglia di Berkley nel 1937, e tanti pianisti definiti "minori" nel senso di meno conosciuti, per cui e’ ancora piu’ difficile esibirsi in piano solo. La raccolta e’ quasi un’ enciclopedia del piano solo, che permette di ascoltare tante mani suonare gli standards piu’ belli, molti di questi dischi sono fuori catalogo, ne ho trovati alcuni negli USA e se volete ascoltarne alcuni vi consiglio Emusic che e’ un servizio legale di MP3 registrandosi si ha diritto come trial senza pagare nulla a scaricare 25 pezzi, praticamente 6 dischi in maniera legale ad alta qualita’, in quel sito hanno almeno una trentina della serie Live at Maybeck.
Kenny Barron e’ uno dei miei pianisti preferiti, lirismo, tecnica granitica, doti di perfetto accompagnatore, un tocco delizioso di old style nelle sue note. Eppure difficile anche per lui esibirsi in piano solo, trovare gli spazi per poter volare in solitudine sul pianoforte. Questo al Maybeck e’ il terzo dei suoi album in solo piano, e la hall maybeck e’ magica, suona divinamente, e riesce ad accogliere i pianisti in maniera esemplare, il calore di quei pochi fortunati che possono assistere alle performance e’ inimitabile. Kenny Barron affronta il repertorio di questo solo visitando un po tutti i grandi del pianoforte, da Art Tatum, Thelonious Monk, passando per Bud Powell, sapori Bop e quella vena latina che spesso si affaccia non troppo in evidenza nel suo suono. Alcuni passaggi ipnotizzano, il suo modo di stare sul tempo e’ in perenne equilibrio tra tensione e rilassatezza.
Il lirismo di Barron e’ intenso e struggente ed e’ impossibile ascoltare Standards come Spring is here o Skylark senza rimanere affascinati dalla dolcezza di quelle note, dal tocco, dal suono del pianoforte, Maybeck fece un grande lavoro con quella stanza rendendo il suono archetipico del pianoforte , anche se in ogni performance il mastering ed il gusto del pianista lo modificano, il piano di Barron e’ molto squillante come piace agli americani, in Europa il pianoforte di solito e’ piu’ scuro e pastoso (il suono del bosendorfer e’ un esempio di calore europeo).
Di questa esperienza al Maybeck Barron dice nelle note di copertina :" It’s a great place to play, a great space. Comfortable ed intimate. The audience was very receptive; i’d met many of them when i’d visit San Francisco with Ron and Yusef." E questa sensazione di intimita’, calore familiare Kenny Barron la trasmette tutta nelle sue note spontanee ed asciutte. Una bella opportunita’ di conoscere il nucleo del pianismo di Kenny Barron.
(On Air Spring is here Kenny Barron Live at Maybeck Vol.10)
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