Il prisma

marzo 9, 2006 by quoyle  
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Comunemente abbiamo a che fare con luce non colorata, bianca. Un prisma separa, la luce bianca e vedere le componenti di cui e’ composta. La luce bianca entra nel prisma e si separa nelle sue componenti per far vedere lo spettro che la compone.

Le componenti della musica, la musica esiste, il musicista e’ il prisma e quello che si ascolta e’ lo spettro udibile che ha attraversato  quel prisma, molto altro c’e’ al di la che non possiamo ascoltare o immaginare, solo il prisma sa da cosa e’ stato attraversato. Sarebbe bello fosse possibile  far ascoltare con le proprie orecchie, la musica che esiste, ed attraversa nella sua totalita’ il prisma. Dipende in parte dal prisma quello che esce fuori, da come si lascia attraversare, quello che gli altri riescono a vedere.

Poi ci sono le sensibilita’ personali, ognuno vede quello che sa vedere, da una rifrazione, ognuno ascolta quello che in quel momento riesce ad ascoltare, questo non diminuisce il valore del prisma che si sa far attraversare. Il valore sta nella purezza dei componenti il prisma. La semplicita’ e la complicita’ tra i musicisti sono garanzie di alcune purezze, la tecnica garantisce le altre, ci saranno sempre delle imperfezioni, la grandezza del musicista sta nel limietare le interferenze nel passaggio, limitando le imperfezioni.

E’ una sensazione piacevole quella di essere attraversati dalla musica in quanto tale, anche quando ci si accorge delle imperfezioni che si introducono, anche quando e’ frustrante sapere di aver ascoltato qualcosa e non essere riusciti a tradurla e lasciarla vivere di vita propria, limitati dalle interferenze. Con Carlotta, dalla prima volta che ci siamo conosciuti decidemmo che il primo brano che avremmo suonato insieme sarebbe stato I fall in love too easily, e cosi’ e’ stato circa un anno fa, poi tutte le volte che abbiamo suonato insieme, quel brano insieme a calling you e’ stato sempre presente, un legame al nostro passato, un legame ad un bel rapporto di amicizia e complicita’ musicale. E’ passato un anno, di cose ne sono successe nelle rispettive vite parecchie, abbiamo rallentato negli ultimi tempi la nostra attivita’ musicale insieme, e stasera abbiamo ripreso le prove, e’ stato naturale ritrovarsi con i fall in love too easily, lei raffreddata, io stanco, e decido di registrare comunque, e di abbassare le luci e suonare solo per il gusto di farlo, per sentirsi, con il piacere di accompagnare e dare il giusto sostegno alla sua voce. E chiudere gli occhi e lasciare che la musica passi attraverso il prisma il piu’ pura possibile, lasciando da parte le interferenze. E’ suonare in questo modo, con complicita’  che mi regala tranquillita’, suonare per comunicare, per raccontare, per cercare di lasciare passare, la musice e le proprie emozioni che derivano da questo passaggio.

 

I fall in love too easily (Styne/cahn)

I fall in love too easily
I fall in love too fast
I fall in love too terribly hard
For love to ever last

My heart should be well-schooled
’cause I’ve been burned in the past
And still I fall in love too easily
I fall in love too fast

(On Air I Fall in love too Easily Take3 8 marzo 2006 Pisa)

 

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