The Piano Herbie Hancock
Set 8th, 2005 by quoyle
"The seventies were very exciting times for me.
I had the chance to partecipate in some very
interesting projects. Those projects reflected
the kind of variety that i’ve always been attracted to"
Di solito aspetto un po prima di scrivere qualcosa su un disco, aspetto un ascolto piu’ attento, ma stasera mi sono arrivati 3 dischi che avevo ordinato da un po di tempo. In realta’ quello che mi interessava realmente era questo disco in piano solo di Herbie Hancock, la rimasterizzazione in digitale di questo disco registrato il 25 e 26 Ottobre 1978, e fino ad ora rilasciato solo in vinile.
Un pianista complesso, dalle mille sfumature Herbie Hancock, pieno di quella varieta’ e curiosita’ da cui e’ sempre stato attratto, il suo piano solo e’ sempre affascinante, avevo ascoltato qualcos’altro come bootleg ed ero rimasto colpito dalla profondita’ e dalla semplicita’ dei suoi piano solo. Semplicita’ che non sempre si puo’ avvertire in altri suoi progetti piu’ recenti e che era ben evidente nel quintetto di Miles con Shorter, Williams e Ron Carter.
Appena ho inserito il cd nel lettore sono rimasto ammutolito, e’ raro che un disco mi catturi immediatamente, si sente la scintilla creativa subito, la spontaneita’ del flusso improvvisativo, dovuta anche alla tecnica di registrazione Direct to Disc, nessuna editing post registrazione possibile, la performance immediatamente incisa su vinile, due set da 16 minuti l’uno tutti di seguito. La prima facciata virtuale contiene tre standard di chiaro rimando al quintetto di Miles, My Funny Valentine, On Green Dolphin Street e Someday my prince will Come. La scelta e’ oculata e la performance di Hancock incredibile, My Funny Valentine risplende di interiorita’ nelle mani di Hancock, sono colpito dalla riflessivita’ e dal tocco meraviglioso che si ascolta. On green dolphin strett e’ poco piu’ di una parentesi tematica per collegarsi a Someday my prince will come, che e’ ancora una volta meravigliosa. La seconda facciata virtuale contiene 4 composizioni originali di Hancock che mostrano chiaramente anche le doti compositive e l’introspezione troppo spesso sottovalutata di Hancock, infatti nonostante fossi tentato di mettere on line My Funny Valentine, ho scelto Sonrisa, una composizione di Hancock che adoravo, avevo gia’ ascoltato nel disco 1+1 con Shorter, una composizione intensa, dolce, dolce come un’alba autunnale, e’ bello sentire queste armonie inusuali, ascoltare la perfezione dell’imperfezione, della certezza di non poter modificare neanche una sfumatura di quello che si e’ registrato, non e’ una cosa che molti artisti avrebbero accettato. La genialita’ di Hancock in questo disco e’ anche nella sfida con l’irreversibilita’ del tempo, con il non poter tornare indietro e modificare in post registrazione sfumature o parti piu’ essenziali. Hancock stesso nelle note di copertina dice che potrebbe essere stata una sua ingenuita’ aver accettato questa sfida piuttosto che un osare oltre i propri limiti. Ebbene credo che l’ascolto di questo disco renda pienamente giustizia alla sfida, al coraggio alla creativita’ di Hancock e metta in evidenza tutte le piu’ svariate esperienze fatte da questo pianista negli anni 60 e 70. E’ difficile ascoltare qualcosa di cosi’ bello, un disco contro l’artificiosita’ dei nostri tempi in cui tutto sembra lecito, un disco che e’ un elogio dell’imperfezione, un disco che accompagnera’ sicuramente i miei prossimi giorni di ascolti, un disco che e’ un vero peccato non ascoltare.
(On AiR SonRisA HErbie HancoCK thE PIano)
Rating: 





Settembre 8th, 2005 at 01:04
ciao!!
Settembre 8th, 2005 at 01:47
la perfezione dell’imperfezione. già quoyle. bellissima sonrisa e tanto per conferma, il tipo che ho ascoltato stasera quello classico di cui ti dicevo, non ha voluto registrazioni… va beh posso dire di essere stata presente a un evento unico e irripetibile. notte
Settembre 8th, 2005 at 09:46
Stavo giusto meditando se acquistare questo disco finalmente messo su CD. Avevo sentito pareri contrastanti, ma di te mi fido.
Settembre 8th, 2005 at 13:32
..i tuoi post sono musica e la tua musica è SEMPRE l’unico sottofondo possibile per ciò ke scrivi..
..oggi in particolar modo il connubbio di entrambe le cose ha fatto sì ke m’inkantassi nel leggere ed ascoltare..
C.
Settembre 8th, 2005 at 14:05
ti avevo già indicato quest’incisione a proposito di non ricordo cosa. sono felice che tu ne parli, perchè merita attenzione. io in particolare (forse l’ho indicato tra i miei 5 pezzi preferiti nel post-catenaccio sulla musica) prediligo il take -3 di Some day my prince will come. un’interpretazione chiaramente improvvisata, un’incisione estemporanea, ricca di ironia e voglia di scoprirsi. considerando che è un cd di nicchia per i motivi che spiegavi all’inizio (incisione fine anni 70 giapponese) e che il prezzo è ormai ovunque di 10 euro (più o meno) è un acquistoche consiglio a tutti. un buon modo per avvicinarsi a herbie (a un certo herbie, per lo meno).
Settembre 8th, 2005 at 15:55
sto cercando di ascoltare sonrisa dal pc della mia aula…mi pare meriti l’ascolto.
un saluto a presto
gulliveriana
Settembre 8th, 2005 at 16:02
Ciao, per pura combinazione ho scaricato oggi ’round midnight, il film e frugando su Lanoir ho trovato il tuo link.
A me piace scrivere della musica che amo e leggo volentieri chi ne scrive.
Per Hancock nutro sentimenti contrastanti al massimo, forse più che per chiunque altro nel jazz, lo odio a morte, ma ogni volta che lo sento suonare divento matto, le ragioni sono diverse, lo odio perchè rispetto alla mia cultura jazzistica lui rappresenta un po’ lo yuppy del jazz, sa far tutto è sempre sicuro di se, ha troppo talento, è antipatico a vedersi, un borghese insomma.
Tutto questo cade di fronte alla sua musica, in particolare credo che, come hai detto, la semplicità raggiunga in lui delle vette ineguagliate.
Oggi ci sono un sacco di musicisti dalle doti superlative, che hanno imparato la grammatica di tutti i generi del jazz e sono in grado di riprodurli stupendo intere platee, ma ad un sorcio come me che ha frequentato più il backstage che la poltrona in tribuna è difficile farla, so che differenza c’è tra grammatica e spirito.
Beh, Hancock che è un gigione, un secchione, un pallone gonfiato, quando suona così, non finge.
Settembre 8th, 2005 at 17:02
Hanckock…quante sere d’inverno…a volte, in alcuni passaggi mi ricorda il grande Thelonius (non è una bestemmia nonostante qualcuno me lo dica sempre) … e poi ogni volta che lo ascolo mi ritorna in mente Blow-Up di Michelangelo Antonioni un film stupendo.
Info di servizio:
credo tu lo conosca anche se io non sono riuscito più a trovare suoi pezzi registrati: Bojan Zulfikarpasic.
L’unico cd in mio possesso è “Solobsession”… ha notizie “più fresche”?
Settembre 8th, 2005 at 23:38
Scusa se mi permetto Quoyle:
@Arciere: di Bojan Z. prova Transpacifik (sempre Label bleu) in trio con Scott Colley e Nasheet Waits. Buon disco anche se, a mio parere, inferiore a Solobsession
Settembre 9th, 2005 at 09:46
grazie jazzer … cercherò
Settembre 9th, 2005 at 10:02
@noce, si spesso e’ meglio lasciare che un evento rimanga unico, come dicevo e’ impossibile registrare le emozioni ed il contorno di quella musica ed a volte il riascolto e’ deludente, perche’ si e’ diversi mentre si riascolta.
@Jazzer, ascoltatlo poi mi interessa sapere un tuo parere:-) Ps penso ci vedremo ho visto il programma ci sono almeno 3 cose che mi interessano
@LeggerMariposa, si questa musica incanta anche me non so perche’ e’ particolarmente aperta e sognante forse
@kreshatik infatti lo ho acquistato grazie ad un commento che avevi lasciato qui da me ed e’ stato un buon consiglio
@gulliveriana, sisi merita un saluto
@toporififi benvenuto da queste parti, hancock fa piu’ o meno la stessaa sensazione a me, ma non posso fare a meno di volergli bene, non so spiegarti, a volte fa delle cose che dire discutibili e’ poco, ma altre volte come nel quintetto di miles o in altri dischi (succotash per esempio..) fa delle cose che sono uniche ed incredibili. E’ molto umano Hancock, e sa essere quando vuole vicino all’anima del pubblico e questo comunque mi piace. Questo disco e’ anima, non ci sono finzioni o artifici, solo amore smisurato per quei tasti, e per quella musica, la scelta dei pezzi racconta molto.
Un saluto
@arciere oltre al disco segnalato da Jazzer, (dove Bulgarska e Flashback sono due brani incredibili, con suggestioni balcaniche meravigliose), ti consiglio anche un disco un po piu’ datato che si intitola Koreni dovrebbe essere del 1999 ed ‘ interessante da ascoltare
Un saluto
Settembre 9th, 2005 at 11:25
Grazie per la visita e per il link.
Ciao
Settembre 10th, 2005 at 15:13
avendo anche io il cd non posso che confermare ogni tua singola parola…veramente toccante!!
un bacione!
Settembre 10th, 2005 at 16:54
ascolterei volentieri tutto questo… on-line posso trovare qualcosa?
saluti dal labirinto
Settembre 10th, 2005 at 21:13
viva l’imperfezione, quindi!!
:)
Settembre 11th, 2005 at 01:10
bellissimo.
Settembre 11th, 2005 at 21:51
Ho provato a cercare di scaricare radio blog, è un po’ di tempo che mi piacerebbe mettere della musica sul mio blog, ma ho un mac, che tu sappia c’è qualche versione compatibile?
Settembre 12th, 2005 at 09:19
@panna, bentornata! Mi devi sempre raccontare quanti dischi hai comprato eh negli States?
@farolit, non saprei cmq il disco si trova a circa 10 euro un po dovunque ormai:-)
@rakele decisamente elogio dell’imperfezione direi
Un saluto
@albaviola un’alternativa a flores finalmente eh?
@toporifi, radioblog funziona su server, quindi credo ti basti trovare un convertitore da mp3 o wav in formato rbs e poi non ci sono problemi (a patto di avere uno spazio che supporti il php). Non so se lame e’ compatibile con mac, cmq basta che trovi un convertitore rbs e poi carichi i file convertiti sullo spazio web dove hai installato radioblog.
Fammi sapere
Un saluto
Q
Settembre 12th, 2005 at 10:09
ti posso intanto anticipare qualche nome : Mel Brown, Louis Pain, Madeleine Peyroux,Herb Alpert, Freddie Roach, Laern Baker … più un paio di serate veramente eccezionali di jazz e blues!
ma ti racconterò tutto con calma
Settembre 21st, 2005 at 18:26
Guarda ti dico che adesso esco e me lo compro perché ho bisogno di riprendermi da un “tradimento” di Hancock di cui forse ti racconterò quando avrò sbollito
)